August 24
noi uomini duri (parte 3)
il fiume insidioso
"ragazzi, da qui in poi dovete tirare fuori i coglioni!"
in un attimo cala il gelo. l'unico che riesce a muoversi, per tentare di colpire il sergente con un macigno, è joker. ci guardiamo in faccia, il sorriso ebete scompare e in un attimo ci rendiamo conto che, effettivamente, finora abbiamo scherzato. se fossimo in uno di quei film del ciclo alta tensione, adesso partirebbe la musichetta inquietante. ci giriamo in direzione della chiusa, appena in tempo per vedere un canotto con 7 persone, sparire al di sotto della piccola cascata. beh, insomma, "piccola"... è comunque un salto di tre metri. vabbè, c'è poco da fare. ormai siamo in ballo. risaliamo a bordo dove le acque sono ancora calme e cerchiamo di posizionarci nel modo in cui il sergente di ferro ci ha ordinato. nel frattempo un altro canotto sparisce tra le urla dei danesi che lo occupano. ci siamo. la nostra canoa è perpendicolare rispetto alla linea della cascata. il team rambo/mc gyver è appena davanti a noi e vediamo sparire anche loro. la punta della canoa è fuori, sospesa. in un attimo è fuori anche signorciuffo e il suo peso ci trascina giù con un effetto simile a quello delle montagne russe. nonostante non siamo sulle cascate del niagara, l'adrenalina mi colpisce come uno schiaffo. se qualcuno mi scattasse una foto ora, mentre cado, avrei la stessa faccia del clown del mc donald. sono gasato. signorciuffo anche. arriviamo giù alzando una nuvola d'acqua.
giù ci sono gamberone e joker, gasati anche loro, e l'istruttore che ci dice "bravi, ma ora inizia il diverimento vero". proseguiamo senza soste anche perchè con questa corrente sarebbe piuttosto difficile fermarsi. ma ormai siamo carichi, galvanizzati. la corrente forte ci trascina per un po' senza che ci sia bisogno di remare, ma ad un certo punto iniziano anche le curve. e bisogna fare un lavoro sporco per curvare nel modo giusto e non schiantarsi sulla riva. riva per modo di dire, perchè in realtà si tratta di un ambiente ostile in cui si alternano massi sporgenti - e qui finalmente si comprende l'utilità del casco - piante semi-sconosciute con grosse foglie urticanti, ammassi di rovi, rami appuntiti e radici sporgenti. infatti alla prima curva, strettissima, vedo avvicinarsi a gran velocità un cespuglio di ortiche. ma grazie alla nostra prontezza e all'ottimo lavoro di squadra riusciamo ad evitarla. ma non c'è tregua, non ci si può rilassare. il percorso diventa tortuoso e veloce. ora cominciano ad arrivare anche gli ostacoli sparsi in mezzo al fiume: grosse pietre e tronchi spezzati. non si possono evitare tutti, la corrente è troppo forte. la canoa gonfiabile sbatte contro uno di questi sassi, ci sale sopra, si adatta facilmente, essendo molto flessibile.. ma non so se è un bene... la pietra passa sotto i nostri culi e si sente tutta. abbiamo imparato una nuova lezione. la prossima va assolutamente evitata!
la stanchezza comincia a farsi sentire proprio ora che il gioco si fa duro. in più di un'occasione la canoa del team rambo/mc gyver si arena, costringendo joker a scendere e tirarla di nuovo nella corrente. e come sapete, una famosissima regola non scritta di questo affascinante sport vuole che non si debba mai e poi mai scendere dalla canoa. è indice di inesperienza. purtroppo devo ammettere che, poco dopo, anche il nostro team, in parte a causa dell'inesperienza ma soprattutto - direi quasi esclusivamente - a causa del grosso impegno profuso nel pagaiare a più non posso, si trova in una situazione a dir poco complicata e pericolosa. usciamo perfettamente da una curva difficile e veloce.. facciamo appena in tempo a sentire il sergente di ferro che da lontano ci grida che siamo stati bravi, e siamo subito impegnati in un'altra manovra impegnativa: c'è un grosso tronco al centro del fiume e va aggirato per forza sulla destra. il percorso a sinistra è troppo stretto e il fiume è poco profondo. rischiamo di arenarci. la canoa struscia sul lato destro del tronco, ma riusciamo ad evitarlo. subito dopo però c'è un'altra curva a destra. il fiume è veloce. la corrente è fortissima. la curva è a gomito. bisogna sporgersi sul lato e pagaiare con forza. ma siamo in ritardo, a causa del tronco di prima.
signorciuffo: a sinistra a sinistra!!
io: ciuffo, rema largo.. rema più largo!
signorciuffo: lo sto facendo ma sta stronza non si gira, non ce la facciamo!
io: non mollare, cazzo, non mollare...
signorciuffo: houston, abbiamo un problema! HOUSTOOOON.... (*)
quello che vedo nel giro di pochi secondi, stando dietro signorciuffo, mi ricorda una scena di matrix. stiamo andando a sbattere violentemente contro la riva. non di lato. di fronte. ad una velocità terrificante. nonostante ciò vedo la scena al rallentatore. i rami e le radici sporgono sopra di noi e si avvicinano. signorciuffo urla qualcosa di simile ad una bestemmia ma, sapete, le frasi al rallentatore non si capiscono molto bene e poi è costretto ad interrompersi perchè viene letteralmente ricoperto da una intricata selva di radici pendenti. sembrno liane. ma in realtà non viene coperto. ha la prontezza di piegarsi all'indietro proprio come fa neo per schivare le pallottole dell'agente smith. le radici gli passano a un centimetro dal volto e io ho appena il tempo di pensare "però! che effetti speciali!" mentre mi faccio scudo con le braccia per evitare di sfregiarmi. tutto questo accade in due secondi e mezzo.
restiamo per qualche secondo bloccati in questa situazione, signorciuffo piegato in una posizione innaturale e io con le braccia incrociate davanti al volto e la pagaia incastrata tra i rami, come se dovessimo decidere sul da farsi. l'unica cosa da fare è togliersi quella roba di dosso e raggiungere joker e gamberone che, molto poco sportivamente, se la stanno spassando alle nostre spalle. in breve tempo, grazie alla nostra destrezza ormai acquisita, riusciamo ad agganciare l'altro team.
il resto del percorso prosegue senza altri gravi incidenti, fatta eccezione per un ramo grosso come un indice che mi arriva in pieno setto nasale. tutta colpa della stanchezza. il sergente di ferro è quasi un ricordo. ci urla da lontano qualcosa ma non si capisce bene. solo joker continua ad essere irritato. proseguiamo fino al punto in cui il fiume si allarga a formare una specie di laghetto artificiale. infatti c'è una diga. ecco cosa aveva da urlare il boss. siamo arrivati alla fine. dobbiamo scendere, caricarci le canoe in spalla e fare il tratto a piedi fino al punto di ritrovo, dove verranno a prenderci con i pullmini.
siamo stanchi morti. gamberone cerca di accaparrarsi una fetta di cocomero gentilmente offerta dagli istruttori e, manco a dirlo, ci riesce. signorciuffo ha lo sguardo fisso nel vuoto, ma sembra soddisfatto. joker pianifica l'omicidio del sergente, infatti dice che vuole assolutamente tornare. e io sono gasato. le braccia mi fanno male e sono pieno di graffi, ma anche io voglio rifarlo.
il viaggio di ritorno ve lo risparmio per due ottimi motivi: 1) nessuno ha detto una parola, o quasi; 2) la musica era pessima. beh, alla fine sono riuscito a raccontare tutto. il che significa due cose (si vede che mi piacciono gli elenchi eh?): 1 - che non sono morto. anzi, tutt'altro. 2 - che la mia memoria funziona ancora abbastanza bene. e questo vuol dire che, come promesso tempo fa, presto aprirò il nuovo blog quindi "stay tuned" (si lo so, sto abusando anche di questa frase..)
stavolta vi risparmio anche il celeberrimo contest "indovina la citazione" perchè è troppo facile. comunque, se volete partecipare lo stesso, sappiate che il premio è un week end per un corso di sopravvivenza in compagnia del sergente di ferro.
p.s. stavolta ho fatto un po' lo sborone, ma ci stava!