August 10
noi uomini duri (parte 1)
il viaggio
diciamolo, il rafting è uno sport per tutti. vecchi e bambini. ti siedi sul gommone, assicuri i piedi a delle cinghie e remi quando te lo dice l'istruttore. ogni tanto puoi anche non remare, tanto ci sono altre sette persone che lo fanno al posto tuo. facile, no?
quello che abbiamo fatto noi, uomini duri, invece è un po' più complicato. ma cominciamo dall'inizio.
si parte alle 9. in macchina c'è poca grinta. la stessa che si potrebbe avere poco prima di andare a fare la spesa. abbiamo sonno e ci aspettano 3 ore di viaggio e un'esperienza prossima al suicidio. a tutto ciò si aggiunge anche una certa fame. così, poco dopo l'aquila ci fermiamo lungo la strada per fare colazione.
ci sono due bar. ci affidiamo al nostro intuito e ovviamente sbagliamo. entriamo nel primo che, con molta probabilità, non vede un cliente almeno dalla mattina precedente. non ci sono cornetti. la sola cosa commestibile è rappresentata da merendine confezionate nell'84. da ciò capisco che mi limiterò a prendere un caffè. signorciuffo opta per la merendina e joker per il plumcake. pessima scelta. il plumcake è stantio e la merendina è del tipo bombolone secchissimo, con nucleo composto da una goccia di cioccolato, che in passato doveva essere il ripieno.
al bancone c'è un anziano signore e noi siamo in 4. chiediamo due caffè e due cappuccini. da una porta esce un’anziana signora e, rivolgendosi al marito chiede "serve aiuto?". da ciò capisco che non sarà una buona colazione. usciamo dal bar un po’ delusi.. ma non del tutto rassegnati. dopo una breve consultazione, gamberone (alias occhialino) come suo solito schiocca le dita e io eseguo, avviandomi verso il secondo bar in cerca di cornetti che siano almeno della settimana scorsa. è un altro mondo: ampio, luminoso, aria condizionata, il titolare è giovanile, pimpante e sorridente, sua figlia, molto carina e gentile. il profumo di caffè mi fa venire le lacrime. c’è anche un angolo con i giornali e le riviste. insomma il massimo del confort e dell’accoglienza. e poi vedo quella vetrinetta. dentro, i due ultimi cornetti alla marmellata con il mio nome scritto sopra. vorrei poter dire che erano ancora caldi, ma sarei uno sbruffone. però almeno erano morbidi. adesso è tutta un’altra cosa, possiamo ripartire rifocillati, almeno io e gamberone.
la strada è ancora lunga ma non solo. è anche tortuosa. che attraversa paesini dai nomi improbabili. una strada di montagna piena di curve e tornanti.. una mulattiera insomma. se non avessimo avuto il comodo navigatore con la voce del gorilla della pubblicità del crodino - voce che, dopo le prime tre indicazioni è simpaticissima, alla quarta un po’ meno, alla decima inizi a pregare a) che si scarichi la batteria del tom tom e b) che si estinguano presto tutti i primati - dicevo, se non fosse stato per il gorillone, avremmo sbagliato strada dalle 500 alle 600 volte.
finalmente arriviamo a destinazione. ci presentiamo alla “reception” e dopo aver sbrigato qualche formalità, ci consegnano l’attrezzatura composta da:
- muta aderentissima in materiale isolante, idrorepellente, termoregolatore eccetera;
- scarpe con le stesse caratteristiche della muta, ma con un esclusivo optional in più: i funghi;
- giubbotto di salvataggio;
- caschetto di protezione (il mio era così stretto che ho perso la memoria).
tralasciamo i commenti sul nostro abbigliamento. siamo pronti.
quando usciamo dagli “spogliatoi” la ragazza della “reception” ci indica una direzione: “ragazzi quello è marco, il vostro accompagnatore”. seguiamo il suo indice fin quando lo sguardo si ferma su un tipo alto, grosso e incazzato che sta sbraitando contro qualcosa o qualcuno. perfetto, ci hanno assegnato un cazzutissimo sergente di ferro.
noi, in coro: “ciao, abbiamo prenotato la canoa”
marco: “si lo so, siete mai andati in canoa?”
noi, imbarazzati: “..veramente no..”
l’espressione di marco, il sergente di ferro era più che eloquente. sulla sua testa era nettamente visibile il fumetto con la scritta “..ma perché i pivelli capitano sempre a me? questi ci lasciano le penne.. sticazzi, tanto hanno firmato la liberatoria.”
marco: “ok, bisogna che vi spieghi un paio di cose su come si usa la pagaia…”
come andrà a finire? stay tuned for the next episode