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August 24 il fiume insidioso
"ragazzi, da qui in poi dovete tirare fuori i coglioni!" in un attimo cala il gelo. l'unico che riesce a muoversi, per tentare di colpire il sergente con un macigno, è joker. ci guardiamo in faccia, il sorriso ebete scompare e in un attimo ci rendiamo conto che, effettivamente, finora abbiamo scherzato. se fossimo in uno di quei film del ciclo alta tensione, adesso partirebbe la musichetta inquietante. ci giriamo in direzione della chiusa, appena in tempo per vedere un canotto con 7 persone, sparire al di sotto della piccola cascata. beh, insomma, "piccola"... è comunque un salto di tre metri. vabbè, c'è poco da fare. ormai siamo in ballo. risaliamo a bordo dove le acque sono ancora calme e cerchiamo di posizionarci nel modo in cui il sergente di ferro ci ha ordinato. nel frattempo un altro canotto sparisce tra le urla dei danesi che lo occupano. ci siamo. la nostra canoa è perpendicolare rispetto alla linea della cascata. il team rambo/mc gyver è appena davanti a noi e vediamo sparire anche loro. la punta della canoa è fuori, sospesa. in un attimo è fuori anche signorciuffo e il suo peso ci trascina giù con un effetto simile a quello delle montagne russe. nonostante non siamo sulle cascate del niagara, l'adrenalina mi colpisce come uno schiaffo. se qualcuno mi scattasse una foto ora, mentre cado, avrei la stessa faccia del clown del mc donald. sono gasato. signorciuffo anche. arriviamo giù alzando una nuvola d'acqua.
giù ci sono gamberone e joker, gasati anche loro, e l'istruttore che ci dice "bravi, ma ora inizia il diverimento vero". proseguiamo senza soste anche perchè con questa corrente sarebbe piuttosto difficile fermarsi. ma ormai siamo carichi, galvanizzati. la corrente forte ci trascina per un po' senza che ci sia bisogno di remare, ma ad un certo punto iniziano anche le curve. e bisogna fare un lavoro sporco per curvare nel modo giusto e non schiantarsi sulla riva. riva per modo di dire, perchè in realtà si tratta di un ambiente ostile in cui si alternano massi sporgenti - e qui finalmente si comprende l'utilità del casco - piante semi-sconosciute con grosse foglie urticanti, ammassi di rovi, rami appuntiti e radici sporgenti. infatti alla prima curva, strettissima, vedo avvicinarsi a gran velocità un cespuglio di ortiche. ma grazie alla nostra prontezza e all'ottimo lavoro di squadra riusciamo ad evitarla. ma non c'è tregua, non ci si può rilassare. il percorso diventa tortuoso e veloce. ora cominciano ad arrivare anche gli ostacoli sparsi in mezzo al fiume: grosse pietre e tronchi spezzati. non si possono evitare tutti, la corrente è troppo forte. la canoa gonfiabile sbatte contro uno di questi sassi, ci sale sopra, si adatta facilmente, essendo molto flessibile.. ma non so se è un bene... la pietra passa sotto i nostri culi e si sente tutta. abbiamo imparato una nuova lezione. la prossima va assolutamente evitata!
la stanchezza comincia a farsi sentire proprio ora che il gioco si fa duro. in più di un'occasione la canoa del team rambo/mc gyver si arena, costringendo joker a scendere e tirarla di nuovo nella corrente. e come sapete, una famosissima regola non scritta di questo affascinante sport vuole che non si debba mai e poi mai scendere dalla canoa. è indice di inesperienza. purtroppo devo ammettere che, poco dopo, anche il nostro team, in parte a causa dell'inesperienza ma soprattutto - direi quasi esclusivamente - a causa del grosso impegno profuso nel pagaiare a più non posso, si trova in una situazione a dir poco complicata e pericolosa. usciamo perfettamente da una curva difficile e veloce.. facciamo appena in tempo a sentire il sergente di ferro che da lontano ci grida che siamo stati bravi, e siamo subito impegnati in un'altra manovra impegnativa: c'è un grosso tronco al centro del fiume e va aggirato per forza sulla destra. il percorso a sinistra è troppo stretto e il fiume è poco profondo. rischiamo di arenarci. la canoa struscia sul lato destro del tronco, ma riusciamo ad evitarlo. subito dopo però c'è un'altra curva a destra. il fiume è veloce. la corrente è fortissima. la curva è a gomito. bisogna sporgersi sul lato e pagaiare con forza. ma siamo in ritardo, a causa del tronco di prima.
signorciuffo: a sinistra a sinistra!! io: ciuffo, rema largo.. rema più largo! signorciuffo: lo sto facendo ma sta stronza non si gira, non ce la facciamo! io: non mollare, cazzo, non mollare... signorciuffo: houston, abbiamo un problema! HOUSTOOOON.... (*)
quello che vedo nel giro di pochi secondi, stando dietro signorciuffo, mi ricorda una scena di matrix. stiamo andando a sbattere violentemente contro la riva. non di lato. di fronte. ad una velocità terrificante. nonostante ciò vedo la scena al rallentatore. i rami e le radici sporgono sopra di noi e si avvicinano. signorciuffo urla qualcosa di simile ad una bestemmia ma, sapete, le frasi al rallentatore non si capiscono molto bene e poi è costretto ad interrompersi perchè viene letteralmente ricoperto da una intricata selva di radici pendenti. sembrno liane. ma in realtà non viene coperto. ha la prontezza di piegarsi all'indietro proprio come fa neo per schivare le pallottole dell'agente smith. le radici gli passano a un centimetro dal volto e io ho appena il tempo di pensare "però! che effetti speciali!" mentre mi faccio scudo con le braccia per evitare di sfregiarmi. tutto questo accade in due secondi e mezzo. restiamo per qualche secondo bloccati in questa situazione, signorciuffo piegato in una posizione innaturale e io con le braccia incrociate davanti al volto e la pagaia incastrata tra i rami, come se dovessimo decidere sul da farsi. l'unica cosa da fare è togliersi quella roba di dosso e raggiungere joker e gamberone che, molto poco sportivamente, se la stanno spassando alle nostre spalle. in breve tempo, grazie alla nostra destrezza ormai acquisita, riusciamo ad agganciare l'altro team.
il resto del percorso prosegue senza altri gravi incidenti, fatta eccezione per un ramo grosso come un indice che mi arriva in pieno setto nasale. tutta colpa della stanchezza. il sergente di ferro è quasi un ricordo. ci urla da lontano qualcosa ma non si capisce bene. solo joker continua ad essere irritato. proseguiamo fino al punto in cui il fiume si allarga a formare una specie di laghetto artificiale. infatti c'è una diga. ecco cosa aveva da urlare il boss. siamo arrivati alla fine. dobbiamo scendere, caricarci le canoe in spalla e fare il tratto a piedi fino al punto di ritrovo, dove verranno a prenderci con i pullmini. siamo stanchi morti. gamberone cerca di accaparrarsi una fetta di cocomero gentilmente offerta dagli istruttori e, manco a dirlo, ci riesce. signorciuffo ha lo sguardo fisso nel vuoto, ma sembra soddisfatto. joker pianifica l'omicidio del sergente, infatti dice che vuole assolutamente tornare. e io sono gasato. le braccia mi fanno male e sono pieno di graffi, ma anche io voglio rifarlo.
il viaggio di ritorno ve lo risparmio per due ottimi motivi: 1) nessuno ha detto una parola, o quasi; 2) la musica era pessima. beh, alla fine sono riuscito a raccontare tutto. il che significa due cose (si vede che mi piacciono gli elenchi eh?): 1 - che non sono morto. anzi, tutt'altro. 2 - che la mia memoria funziona ancora abbastanza bene. e questo vuol dire che, come promesso tempo fa, presto aprirò il nuovo blog quindi "stay tuned" (si lo so, sto abusando anche di questa frase..)
stavolta vi risparmio anche il celeberrimo contest "indovina la citazione" perchè è troppo facile. comunque, se volete partecipare lo stesso, sappiate che il premio è un week end per un corso di sopravvivenza in compagnia del sergente di ferro.
p.s. stavolta ho fatto un po' lo sborone, ma ci stava!
August 16 una passeggiata di salute
...“ok, bisogna che vi spieghi un paio di cose su come si usa la pagaia…” immaginate quattro idioti in fila, vestiti in modo ridicolo, sulla riva di un fiume di montagna, con una pagaia in mano, che fanno movimenti assolutamente imbarazzanti. ecco, quegli idioti siamo noi. ok volendo ne possiamo aggiungere un quinto, cioè il sergente di ferro. ma in quanto istruttore e perfettamente consapevole di quello che sta facendo, non ha troppo l'aria da idiota. lui ci sta di fronte e ci esamina..
sergente di ferro: "TU! da dove vieni!" aspirante suicida #1: "dall'abruzzo, signore" s.d.f.: "due sole cose vengono dall'abruzzo: le pecore e le checche.. tu non sei una pecora, almeno sembra.. quindi devi per forza essere una checca" a.s. #1: "nossignore!" s.d.f.: "come? non ho sentito, urla più forte" a.s. #1: "NOSSIGNORE!" (*) s.d.f.: "bene, passiamo alle cose serie.. tenete la pagaia in questo modo.. un braccio è teso e fa da leva e l'altro lo dovete spingere in avanti come se stesse sferrando un pugno a qualcuno..." da qui a immaginare che quel qualcuno fosse lui il passo è breve. a.s. #2: "tutto questo sempre continuando a girarci a destra e sinistra?" s.d.f.: "si si, torsione del busto.. dai sferra il pugno.. no, non così.. se ti muovi così rimani in balia della corrente e la canoa va dove vuole lei.. tu, forza, continua a pagaiare, sferra il pugno, sferra il pugno.. muovi quella pagaia!!"
giuro che se pronuncia ancora il termine "pagaia" gli foro la canoa.. non può usare parola universalmente riconosciuta "remo"? tutto questo per 10 minuti buoni. gli altri gruppi, quelli del canotto, ci guardano incuriositi, chissà perchè. finalmente arriva il momento del nostro ingresso in acqua. è fredda, qualcosa come dieci gradi. la tensione è alta, i volti sono contratti in un'espressione che non si capisce bene se è di concentrazione o di strizza ma il team mc gyver/rambo e il team totò/peppino sono pronti a tutto, o quasi. il sergente di ferro è davanti e ci dice di ricordarci bene i movimenti. tempo 7 secondi e siamo già girati contro corrente, cioè con la schiena a valle, mentre la canoa si dirige pericolosamente verso una riva. lo schianto non è eccessivo ma irritante. quanto basta per farci rendere conto che in quei dieci minuti di lezione non abbiamo capito una cippa su come ci si deve muovere con quel remo. ma ancora più irritante è sentire il sergente di ferro che sbraita "ma allora non mi stavate ascoltando prima!! vi ho detto che dovete muovere il braccio di sopra, non quello di sotto". joker è visibilmente contrariato. con grande fatica rimettiamo la canoa "in pista". fortunatamente in questo tratto la corrente non è forte così possiamo prendere confidenza con il mezzo. signorciuffo è davati a me dirige le operazioni (in pratica mi dice "destra" o "sinistra"), ma non facciamo troppi progressi:
io: "scusa ma quando dici 'destra' vuoi dire che dobbiamo remare a destra o che dobbiamo girare a destra? stabiliamo un codice, sennò non ne usciamo" signorciuffo: "bravo. allora facciamo che se dico 'destra' remiamo a destra e se dico 'sinistra' eccetera eccetera"
l'importanza della comunicazione. è bastato questo piccolo chiarimento per rendere tutto molto più facile. una volta sincronizzati abbiamo cominciato a capire vari meccanismi: il funzionamento della corrente e il modo in cui remare a seconda della corrente stessa. l'unica cosa da perfezionare è la frenata. ogni tanto il sergente di ferro ci dice di parcheggiare su una riva per darci delle istruzioni e puntualmente la nostra canoa si trasforma in un proiettile che si schianta contro la riva. cioè contro rami secchi, pietre, piante più o meno urticanti, rovi. facciamo tappa in una specie di canyon in cui le acque sono più tranquille.. scendiamo dalle canoe e il sergente si avvicina per farci qualche complimento e per tirarci su di morale.
s.d.f.: "bravi ragazzi. ho notato che ci state prendendo la mano" signorciuffo: "eh si, abbiamo cominciato a capire il meccanismo" s.d.f.: "ho visto. io vi ripeto sempre le stesse cose e vi rompo i coglioni a manetta, però..." io: "si è vero (ci rompi i coglioni proprio a manetta) ma adesso andiamo molto meglio.." s.d.f.: "prima avete anche fatto un'entrata-in-acque-morte-in-retro (carpiato antani con la supercazzola). una manovra piuttosto difficile" io e signorciuffo ci guardiamo incerti: "ah, ehm... si.. infatti..."
 l'acqua è limpida, si vede il fondo. c'è una sorgente naturale che sbuca direttamente dalla pietra e siamo circondati da rocce altissime. è uno di quei posti che si possono vedere solo percorrendo il fiume. davvero notevole. l'occasione per riunire il gruppo e fare qualche foto. proeguiamo per un altro tratto. ogni tanto si sentono le urla del sergente/istruttore che ci dà istruzioni, ma ormai possiamo anche ignorarlo. joker invece trasuda odio. a tratti possiamo addirittura permetterci di non remare e di guardarci un po' intorno per gustare il panorama. siamo anche più veloci di gamberone e joker al punto da costringerli ad atti altamente scorretti, come spingerci con un remo per far girare la nostra canoa e farci perdere metri preziosi. ma siamo superiori.. ci sta anche questo. facciamo un'altra tappa in un tratto in cui il fiume è più profondo e ci si può tuffare da una roccia. decido che è il momento di fregarmene del mio odio per l'elemento acquatico. salgo sulla roccia e mi tuffo. è una sensazione strana. l'acqua è gelata, vado a picco, perdo completamente l'orientamento e mi entra l'acqua nel naso, ma torno subito in superficie grazie al giubbotto di salvataggio. nonostate tutto non è un'esperienza negativa. penso che fra una dozzina di anni si possa fare un bis. ma non è il momento di fare progetti per il futuro. si prosegue. il team mc gyver/rambo se la cava piuttosto bene, ma non è una grossa sorpresa. la vera rivelazione della giornata è il nostro team. nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di noi ma ormai abbiamo la piena padronanza del mezzo. ok, piena è una parola grossa ma viste le premesse possiamo ritenerci più che soddisfatti. il sergente ormai comunica con noi tramite urla e ci intima di fermarci per un'ultima volta. joker è una maschera di odio e risentimento e ancora odio. sta progettando di ucciderlo. già immagina i titoli sui giornali: "trovato cadavere di un istruttore di rafting, ucciso con 89 colpi di pagaia".
s.d.f.: "allora.. adesso ci aspetta un salto di tre metri. occhio: cercate di arrivarci perpendicolari o correte il rischio di ribaltarvi." gamberone: "ma queste canoe non sono anti-ribaltamento?" s.d.f.: "si, tranne nel caso in cui arrivate al salto con la canoa storta. quella che vedete lì è una chiusa. adesso dico al tipo di mandarci un po' d'acqua così iniziamo a fare le cose serie. ragazzi, da qui in poi dovete tirare fuori i coglioni!
come andrà a finire? lo saprete tra qualche giorno, forse.. eh lo so, staste tirando il collo, ma non è che posso stare tutto il giorno a scrivere.. poi c'ho anche una certa età e la memoria mi gioca brutti scherzi, quindi forse la terza ed ultima parte di questa avvincente storia non verà mai pubblicata.. chissà? voi intanto "stay tuned"
(*)--> indovina la citazione contest <-- il primo che indovina quale film ho citato non vince un bel niente. il secondo invece vince una stretta di mano e/o un bacio (a seconda se si tratta di un ragazzo o una ragazza) dal sottoscritto. fino ad esaurimento scorte.
August 10 il viaggio
diciamolo, il rafting è uno sport per tutti. vecchi e bambini. ti siedi sul gommone, assicuri i piedi a delle cinghie e remi quando te lo dice l'istruttore. ogni tanto puoi anche non remare, tanto ci sono altre sette persone che lo fanno al posto tuo. facile, no? quello che abbiamo fatto noi, uomini duri, invece è un po' più complicato. ma cominciamo dall'inizio.
si parte alle 9. in macchina c'è poca grinta. la stessa che si potrebbe avere poco prima di andare a fare la spesa. abbiamo sonno e ci aspettano 3 ore di viaggio e un'esperienza prossima al suicidio. a tutto ciò si aggiunge anche una certa fame. così, poco dopo l'aquila ci fermiamo lungo la strada per fare colazione. ci sono due bar. ci affidiamo al nostro intuito e ovviamente sbagliamo. entriamo nel primo che, con molta probabilità, non vede un cliente almeno dalla mattina precedente. non ci sono cornetti. la sola cosa commestibile è rappresentata da merendine confezionate nell'84. da ciò capisco che mi limiterò a prendere un caffè. signorciuffo opta per la merendina e joker per il plumcake. pessima scelta. il plumcake è stantio e la merendina è del tipo bombolone secchissimo, con nucleo composto da una goccia di cioccolato, che in passato doveva essere il ripieno. al bancone c'è un anziano signore e noi siamo in 4. chiediamo due caffè e due cappuccini. da una porta esce un’anziana signora e, rivolgendosi al marito chiede "serve aiuto?". da ciò capisco che non sarà una buona colazione. usciamo dal bar un po’ delusi.. ma non del tutto rassegnati. dopo una breve consultazione, gamberone (alias occhialino) come suo solito schiocca le dita e io eseguo, avviandomi verso il secondo bar in cerca di cornetti che siano almeno della settimana scorsa. è un altro mondo: ampio, luminoso, aria condizionata, il titolare è giovanile, pimpante e sorridente, sua figlia, molto carina e gentile. il profumo di caffè mi fa venire le lacrime. c’è anche un angolo con i giornali e le riviste. insomma il massimo del confort e dell’accoglienza. e poi vedo quella vetrinetta. dentro, i due ultimi cornetti alla marmellata con il mio nome scritto sopra. vorrei poter dire che erano ancora caldi, ma sarei uno sbruffone. però almeno erano morbidi. adesso è tutta un’altra cosa, possiamo ripartire rifocillati, almeno io e gamberone. la strada è ancora lunga ma non solo. è anche tortuosa. che attraversa paesini dai nomi improbabili. una strada di montagna piena di curve e tornanti.. una mulattiera insomma. se non avessimo avuto il comodo navigatore con la voce del gorilla della pubblicità del crodino - voce che, dopo le prime tre indicazioni è simpaticissima, alla quarta un po’ meno, alla decima inizi a pregare a) che si scarichi la batteria del tom tom e b) che si estinguano presto tutti i primati - dicevo, se non fosse stato per il gorillone, avremmo sbagliato strada dalle 500 alle 600 volte. finalmente arriviamo a destinazione. ci presentiamo alla “reception” e dopo aver sbrigato qualche formalità, ci consegnano l’attrezzatura composta da:
- muta aderentissima in materiale isolante, idrorepellente, termoregolatore eccetera; - scarpe con le stesse caratteristiche della muta, ma con un esclusivo optional in più: i funghi; - giubbotto di salvataggio; - caschetto di protezione (il mio era così stretto che ho perso la memoria).
tralasciamo i commenti sul nostro abbigliamento. siamo pronti. quando usciamo dagli “spogliatoi” la ragazza della “reception” ci indica una direzione: “ragazzi quello è marco, il vostro accompagnatore”. seguiamo il suo indice fin quando lo sguardo si ferma su un tipo alto, grosso e incazzato che sta sbraitando contro qualcosa o qualcuno. perfetto, ci hanno assegnato un cazzutissimo sergente di ferro.
noi, in coro: “ciao, abbiamo prenotato la canoa” marco: “si lo so, siete mai andati in canoa?” noi, imbarazzati: “..veramente no..”
l’espressione di marco, il sergente di ferro era più che eloquente. sulla sua testa era nettamente visibile il fumetto con la scritta “..ma perché i pivelli capitano sempre a me? questi ci lasciano le penne.. sticazzi, tanto hanno firmato la liberatoria.” marco: “ok, bisogna che vi spieghi un paio di cose su come si usa la pagaia…”
come andrà a finire? stay tuned for the next episode
July 23
fa caldo per pensare a qualsiasi cosa in generale, figuriamoci per tradurre i pensieri in forma scritta e muovere le dita sulla tastiera.. già per scrivere queste 167 battute (fino ad ora) ho sudato sette camicie. non ho voglia di scrivere e, suppongo, voi non abbiate voglia di leggere. probabilmente non avete nemmeno voglia di leggere che io non ho voglia di scrivere e a me è passata la voglia di scrivere che voi non avete voglia di leggere che io non ho voglia di scrivere. per cui mi blocco qui, altrimenti non ne usciamo. visto che a quanto pare qui nessuno ha voglia di leggere o scrivere, per esclusione forse qualcuno ha voglia di guardare qualcosa di fico. ecco una accurata selection per voi, cari i miei svogliati dei miei stivali. enjoy!
super slow motion
non ne avete abbastanza? high style in slow motion
forme di vita superiori (non il gatto, la tartaruga!)
non mi venite a dire che i giapponesi non stanno avanti
February 28 [questa non è farina del mio sacco, ma è troppo gustosa per non scriverla]
lui: "ciao, scusa, se ti dicessi: sono squattrinato, non ho l'automobile, parlo male e sono maleducato, sono fallocrate, schizofrenico, nevrastenico, asmatico. mi spilucco le caccole del naso. ho la forfora, le piattole, i vermi, lo scolo, una moglie, otto figli, le mutande sporche, il collo lercio, i polsini luridi, le scarpe bucate, fedina penale sporca, vari tic, crisi, mi rotolo per terra, bevo, sbavo, sputacchio, sniffo la colla, l'etere, i tubi di scappamento, russo, mi scrocchio le dita, mi rosicchio i colletti delle camicie, sono lunatico, mi pulisco le gengive con l'indice, ho il cazzo piccolo, non mi piace sartre, detesto la musica, mi fa schifo ballare, sono cannibale, faccio errori di ortografia, ho le mani umidicce, il naso gocciolante, vorrei che venisse la guerra per fare il traditore, sono sfaticato, ladro, scatologico. ho la pancia molliccia, il fiato fetido, pensieri torbidi, sguardo sornione, gesti brutali, stacco le ali alle mosche, taglio la coda ai gatti, racconto agli amici i dettagli dei miei rapporti sessuali... ti andrebbe di uscire con me? lei: "ma che schifo, che orrore! vattene!" lui: "ecco, lo sapevo che non dovevo dire che ho il cazzo piccolo.."
February 14
insomma.. mi ci vedete a parlare di questa festa? mi ci vedete a fare dediche a destra e a manca? a chiedervi cosa regalerete: rose o cioccolatini in scatole rosse a forma di cuore.. o anelli, collanine, braccialetti.. o improbabile intimo commestibile al sapore di fragola.. o dove andrete a cena.. no, non mi ci vedo.. neanche a dire le solite banalità tipo che san valentino in realtà è la festa dei ristoratori e delle gioiellerie e dei venditori-di-roba-inutile-ma-tanto-carina..
quest'anno non starò nemmeno lì a chiedermi come mai ogni volta che se ne sente parlare in tv o in giro, il 100% di quelli che ne parlano dicono che è una festa commerciale, che i piccioncini dovrebbero festeggiare tutto l'anno e che feste del genere non servono a niente e tutte queste cazzate qui, ma poi i ristoranti sono tutti pieni di tavoli per due, con candele e rose, occupati da coppie silenziose in cui ognuno guarda in una direzione diversa.
(in realtà io ne sto parlando, ma questo dovrebbe passare inosservato ai più).
come dice steve dunne in un film*, a volte vorrei qualcosa di semplice.. come questa
 "bacio all'hotel de ville" - robert doinseau *il primo che indovina di che film sto parlando si aggiudicherà un fantastico premio che deciderò prossimamente in base al vincitore. aut.min.rich. January 26
in realtà non ci è mai entrato, ma avrebbe potuto. insomma, mi decido a comprare questo libro, chiedi alla polvere, osannato da tutti. spinto dal bel titolo, dalla curiosità, derivata dal grandissimo successo commerciale (si, lo ammetto. ora potete offendermi) e da una maledetta setta segreta che da anni mi costringe a comprare libri per corrispondenza, l'ho comprato.
ora, io non sono un grande intenditore nè un esperto, ma questo è ciò che mi risulta dopo aver letto una trentina di pagine:
- bandini, il protagonista nonchè una specie di alter ego dell'autore, è insopportabile.
- è uno sfigato ma, a differenza di paperino, è antipatico e a differenza di malaussène non ne è consapevole (il che lo ergerebbe alla categoria di scazzato).
- non riesce ad avere una relazione normale con camilla che, in fin dei conti, non è poi così male.
- pensa di essere uno scrittore anche se dopo il primo racconto non riesce più a combinare granchè (questo lo scrivo tra parentesi perchè non sono ancora arrivato alla fine, ma dubito che riuscirà a battere chiodo con la macchina da scrivere).
- è un indeciso cronico. non che ami particolarmente quelli che hanno sempre la certezza su tutto, gli illuminati, quelli che in qualsiasi momento sanno esattamente cosa fare e cosa dire. ma una cosa è porsi dei dubbi ogni tanto (quanto è bello il dubbio!) e una cosa è esasperare la propria esistenza.
insomma è odioso. per il resto non mi piace molto nemmeno come è scritto. per questo ieri ho comprato un libro, "31 canzoni" di hornby, che terrò come riserva nel caso in cui "chiedi alla polvere" di jhon fante faccia un prematuro volo dalla finestra, uscendo definitivamente dal gruppo.
per fortuna che al mondo ci sono questi autentici geni! (grazie a joker per il secondo)
January 04
sono sulla spiaggia. deserta. è il tramonto e fa freddo. non è estate. potrebbe essere l'altro ieri. non riconosco il posto ma non sono a disagio. ha un che di familiare. non c'è veramente nessuno e sembra non esserci anima viva nel giro di chilometri. cammino, forse sperando di incontrare qualcuno, ma forse no. la sabbia è umidiccia, forse per qualche onda che si è spinta un po' più in là delle altre o forse perchè ha piovuto qualche ora fa. alghe. conchiglie. un granchio che si scava la tana. in lontananza un vecchio tronco secco e attorcigliato su se stesso è l'unico elemento degno di attenzione. non so il perchè. mi avvicino, lo tocco. è proprio rinsecchito ma non c'è l'ombra di un buco, inequivocabile segno dell'opera dei tarli... sembra spezzato, accuratamente conservato per anni, e poi messo lì pochissimo tempo fa. gli giro intorno. e alla base, parzialmente insabbiata, c'è una bottiglia liscia e pulita, con un tappo di sughero che sembra nuovissimo. c'è qualcosa dentro ma non capisco cosa. il vetro è opaco. essendo curioso come una scimmia la raccolgo e la osservo bene. è tanto leggera che sembra vuota ma sono sicuro che c'è qualcosa dentro. la apro? direi di si. il tappo viene via facilmente. mi inginocchio sulla sabbia e giro la bottiglia per vedere cosa contiene. nn esce niente. mi spazientisco, sento una vaga sensazione di delusione, ma non è il termine esatto. nell'esatto momento in cui decido di alzarmi e di andarmene sento una voce.
"aaaah.. finalmente sono libero. sei stato tu a liberarmi?" ... "beh, qui non c'è nessun altro, quindi devi essere stato tu per forza" "si vabbè, adesso vuoi farmi credere che tu sei il genio della lampada e che io ti ho liberato dopo 4000 anni di prigionia. e poi non sei nemmeno uscito da una lampada, ma da una bottiglia qualunque. sei un pacco!" "adesso non soffermarti su questi dettagli inutili, mio signore. la cosa che conta è che mi hai liberato e che per questo te ne sarò eternamente grato e debitore.." "eh si.. e scommetto che ora esaudirai tre desideri.." "no, in realtà uno solo." "lo dicevo che eri un pacco.. ma che razza di genio sei?" "dai mio signore.. la finanziaria.. sai come vanno queste cose.." "ok ok.. un desiderio solo.. che rogna.. è difficile scegliere.. non è che per caso posso chiederti di avere infiniti desideri da esaudire, oppure di trovare un altro paio di bottiglie col genio dentro eh?" "no mio signore.. ho detto che ti sarei stato eternamente grato e debitore.. ma non è che sono un cretino.. solo un desiderio, senza trucchi." "va bene mago, ho capito.. ma quanto tempo ho per pensarci?" "sono un genio, non un mago.. hai tutto il tempo che vuoi."
allora mi metto a sedere sulla sabbia con le gambe incrociate. non sembra più umida ma asciutta e calda. mi rigiro la bottiglia fra le mani e penso. è ancora il tramonto, sembra non essere passato nemmeno un secondo da quando mi sono ritrovato qui. ho la vaga impressione che ho davvero tutto il tempo che voglio. cazzo! cosa posso desiderare? un solo desiderio è proprio poco.. me ne servivano almeno un paio. e poi che faccio? penso a me oppure al bene dell'umanità? per esempio potrei desiderare di far sparire la fame nel mondo o tutte le guerre o le malattie. ... ... nah. ma chi sono io per interferire in questi delicati equilibri? e poi chi mi assicura che una volta che ho fatto cessare ogni conflitto, dopo un paio di anni non esce un nuovo dittatore e ricominciamo tutto da capo? no, troppo rischioso. forse aveva ragione il governatore correncon a dire che il mondo perfetto è quello in cui ad ognuno sta a cuore solo la serenità del proprio vicino. e per far star bene gli altri devo star bene io, altrimenti è inutile. e poi insomma, sta bottiglia l'ho trovata io o no? se non penso un po' a me sono proprio un deficiente. allora che faccio? chiedo di diventare ricchissimo? no dai, è banale come desiderio e poi la ricchezza non dà felicità.. però magari questo lo tengo come riserva. forse dovrei chiedere di diventare bello e forte? ma no, la bellezza non dura e poi a cosa servirebbe? allora cosa? l'immortalità? la reincarnazione? diventare dio? avere i poteri di superman? no, non sono convinto. forse dovrei trovare il modo di racchiudere più cose in un unico desiderio.. magari riesco a fregarlo. merda! un desiderio è troppo poco! ore e ore passate a pensare. il sole sempre lì, fermo, metà nascosto sotto la linea dell'orizzonte e metà fuori. sembra quasi che stia aspettando anche lui la mia decisione. che ansia! e quel genio invisibile che mi ronza attorno. si, è invisibile ma posso percepirlo lì vicino che se la ride. lui è libero e io sono nella merda. oddio che ansia! dai pensa.. ci sarà qualcosa che desideri più di ogni altra cosa.. che ti farà stare meglio.. che darà una svolta alla tua vita e che grazie a questa potrai rendere più serena la vita di quelli che ti stanno vicino! dai su, sforzati.. il sole continua a fissarmi, il genio odioso continua a svolazzare. e mi viene sonno. il tempo sarà anche fermo ad aspettare la mia decisione, ma mi viene sonno. non so quante ore sono passate. o giorni o secondi. mi sveglio sereno, riposato, col sorriso sulle labbra e con un'unica convinzione in testa. come ho fatto a non pensarci prima? idiota che non sono altro! bastava dormirci un po' su ed ecco la soluzione! riuscirò a stare bene io e far star bene gli altri con un'unica richiesta. non potrà dirmi di no!
"genio!" ... "geniooo! dio, non mi dire che se l'è svignata! porco schifo, una volta tanto che mi capita una botta di culo clamorosa io mi addormento! ma si può essere più scemi? genioooooo!" "eccomi eccomi.. mi stavo preparando.. ma si può sapere perchè strilli?" "ma cosa devi preparare se sei invisibile? dai, genio. ho trovato il desiderio.. ci ho messo un po', ma sono sicuro che è quello giusto!" "io lo sapevo. sapevo che sarebbe arrivato questo momento e sapevo che ci avresti messo tempo. queste decisioni richiedono una grande saggezza ed ero sicuro che alla fine tu saresti riuscito a trovare la cosa giusta.. per questo mi stavo preparando a.." "ok, taglia corto, non sto nella pelle. dai avvicinati. devo sussurrartelo nell'orecchio." "ma come nell'orecchio? qui non c'è un cane. secondo te chi potrebbe mai ascoltare il tuo desiderio?" "mmmm.. genio, ma sei mio debitore o no? dai avvicinati." "bene.. ti ascolto" "insomma è molto semplice. il mio desiderio è... ... ... ... ... hai capito tutto? ... "bene, mio signore.. la scelta è fatta. le jeux sont fait. rien ne vas plus. esaudirò il tuo desiderio per filo e per segno. da questo momento non si può più tornare indietro. ma lasciami dire che sei un coglione, mio signore!" "come un coglione? che vuoi dire?" "beh quello che mi hai chiesto ce l'hai proprio a portata di mano.. non avevi affatto bisogno di me, mio signore! avresti potuto sforzarti un po' di più, no? addio."
 December 03
pre-natal.. cioè prima di natale.. è quasi natale.. manca poco a natale.. iniziano i pre-parativi per natale..
cosa credevate, che sto per diventare papà? no, carissimi impiccioni, non è ancora il momento... mi si è rotta la playstation e quindi la nascita di mio figlio dovrà essere rimandata di qualche tempo.. non sono ancora pronto ad affrontarlo a pro evolution soccer.
(tu, lettore della domenica, non sai di cosa sto parlando? bravo! allora vieni a leggere più spesso il blog eccezionale!)
insomma, volevo parlare del natale ma non vi preoccupate.. come al solito non si tratta delle solite storie (solito, solite.. sono in forma eh?)..
non mi lamenterò dell'aspetto consumistico/disgustoso del natale.. nè dello stress da mega cenone con decine di parenti... nè della classica polemica "è natale siamo tutti più buoni ma poi il resto dell'anno torniamo ad essere cattivi, che senso ha, non c'è più religione, si stava meglio quando si stava peggio ecc ecc".
niente di tutto questo..
volevo semplicemente soffermarmi su un aspetto pre-natalizio.. cioè, mi spiego. tra un po' è l'8 dicembre e nelle case si cominciano a vedere le luci intermittenti.. si prepara l'albero.. si fa il presepe.. è da sempre un momento di collaborazione e di unione familiare, vero? la mamma che passa al papà sulla scala le palline dell'albero di natale.. i bambini che dispongno con cura i pasquarelli (ma cazzo, perchè "pasquarelli" se siamo a natale? vabbè niente).. vero? ehm.. dai ditemi che è così.. dai.. vabbè non è così diciamocelo.. giù la maschera.. preparare tutta sta roba è una gran rottura di scatole ma si fa, per amore della tradizione...
ed eccoci al punto ed ecco di cosa discutevo ieri con un simpatico gruppetto di persone paonazze a causa del caldo e della birra...
la tradizone del presepe. cosa rappresenta il presepe? la nascita di gesù, ok. dov'è nato gesù? normalmente chiunque risponderebbe "a nazaret".. e fin qui ci siamo.. ora arriva la parte complicata.
dove "rimane" nazaret? ve lo dico io, ignorantissimi che non siete altro.. ISRAELE! in medio oriente! in pieno deserto!
e com'è il nostro presepe? oltre alla capanna/grotta di varie grandezze, confort, accessori in cui c'è la sacra famiglia con vestiti tipici da israeliani dell'epoca, troviamo:
a) qualche pastore che porta un tenero agnellino sulle spalle (tenero nel senso di commestibile).
b) un pastore che porta a spasso un gregge di pecore
c) un tizio che attinge acqua da un pozzo
d) un contadino, a volte munito di carretto, che trasporta balle di fieno
e) un mio amico, che per questioni di praivasi, chiamerò signorciuffo, addirittura ha uno che costruisce un muretto, con cazzuola cemento e mattoni
f) una lavandaia
g) altri personaggi minori (se avete pezzi forti, non dovete fare altro che scriverlo!).
insomma, tutta gente campagnola che si fa i cazzarelli suoi.
poi abbiamo un classico che è lo specchietto del bagno usato come laghetto con le papere dentro e ovviamente il muschio o l'erbetta finta.. insomma l'erba.
l'unico lampo di genio di tutta la famiglia ce l'ha il bambino più piccolo che, molto candidamente, nel presepe ci piazza action man versione casco blu dell'onu o a volte anche il pupazzo di rey misterio.. e che poi viene ovviamente sgridato e catechizzato a dovere: "togli subito action man dal presepe, scostumato! e mettici questo che è molto meglio!" *(vedi foto)
...
ma dico io. ma c'è tutta questa roba in medio oriente? in pieno deserto? ma dove cazzo si è mai visto il muschio nel deserto? e il laghetto con le papere? non ne parliamo! nel deserto ci sono i cammelli e gli scorpioni.. e poi al massimo c'è qualche oasi con le palme.. noi abbiamo gli abeti e pini.. con la neve!!! ma voi l'avete mai vista la neve in medio oriente? ma voi ce li vedete i pastori maremmani, o quelli del morrone che in autunno si facevano i tratturi a piedi per andare a svernare al mare in puglia, oppure i pastori sardi in mezzo al deserto? poi il 6 gennaio arrivano i re magi sul cammello, vestiti da arabi e con doni di un certo livello (e grazie, sono re!) e si ritrovano circondati dalle papere, dalle pecore e da una massa di bifolchi!
cacchio, non ci siamo.. è tutto sbagliato! un po' di coerenza per favore..
quest'anno fate come me.. invece del muschio, nel presepe metteteci la sabbia!
*
November 08
...per la serie: "non so più che cacchio scrivere"..
ecco a voi il secondo test eccezionale, ovvero "scopri quanto mi stai simpatico". in realtà non è vero che non so più cosa scrivere.. ma già qualche mese fa ho promesso che avrei postato un altro test, ovviamente molto più professionale e complicato del precedente.. infatti questo consta (che parola!) di sei domande, ben una in più del precedente, e ha richiesto tutti questi mesi di preparazione per essere perfezionato.
come avrete intuito, grazie a questo infallibile test, potrete scoprire se vi trovo simpatici oppure no. non fatevi ingannare: non è così semplice come (probabilmente) state pensando. considerando che odio il 95% dell'umanità e buona parte del regno animale e considerando che in quel 5% che non odio è compreso anche qualche parente, non è così automatico che io vi trovi simpatici.
comunque, bando alle ciance.. fate sto test e comunicatemi il risultato.
p.s. cosa molto importante: per quanto riguarda la domanda numero cinque (5), non basta sparare un numero, sperando di beccare quello giusto... dovete dimostrare di conoscere effettivamente quelle parole, altrimenti dovrò considerare nulla la risposta. potrete scriverle qui oppure sul messenger, oppure mandatemele con una email o con un piccione viaggiatore, che una volta consegnato il messggio, verrà irrimediabilmente ucciso da me.
buon divertimento:
clicca qui:
October 26
...che poi ho scoperto da poco che, nel mio caso, non si parla di sindrome ma di "strategia" di peter pan... giusto per indicare che si tratta di una cosa non subìta ma voluta e consapevole, quindi positiva.. booh, non ci ho capito molto.. roba da psicologi..
comunque resta il fatto che io questa sindrome (o strategia) ce l'ho tutta.. ci sto dentro sano sano e, a dirla tutta, non ci sto neanche tanto male.. diverse volte in passato mi è capitato di chiedermi (ma anche sentire altre persone chiederselo e chiedermelo) come mai, alla mia veneranda età, non riuscissi ad abbandonare la passione per gli anime (chi non sa cosa sono alzi la mano.. minchia quanti siete!), per i videogames, per i fumetti, per risiko e per tante altre cose (tranquilli, big jim non è tra queste..). "ma possibile che tu, a venti__ anni (riempite lo spazio con la cifra che preferite) leggi ancora fumetti e giochi ancora con la ps2?" me lo chiedevo come se fosse automatico, doveroso, un passo indispensabile nella vita di ognuno, eliminare lo spazio da dedicare a questa "roba da bambini" e riempire quello spazio con cose serie, da adulti. CAZZATE! fortunatamente ci sono arrivato e spero che sia così per più persone possibili.
non sta scritto da nessuna parte che un "adulto" sano debba rinunciare a queste cose. certo, senza tralasciare le responsabilità che, vuoi o non vuoi te le ritrovi sul groppone in ogni caso. certo, senza dimenticare di essere seri al momento giusto e al posto giusto.
ma il bello sta proprio in questo: crescere, maturare, accumulare esperienze e diventare responsabili, ma concedersi una via di fuga dalla pesantezza che ci circonda tutte le volte che è possibile. chiamatela ciambella di salvataggio, àncora di salvezza, antidoto alla quotidianità, fuga dalla realtà, chiamatela come vi pare. ma è indispensabile. come fare un po' di moto è importante per non diventare eccessivamente sedentari e rendere pigro il fisico, allo stesso modo giocare (esatto, proprio come i bambini) è essenziale per non diventare delle mummie e per rendere pigra la mente.
smettere di giocare quando si diventa adulti e come fare un bel viaggio e poi lasciare in albergo tutti i ricordi, i souvenir e le foto, prima di tornare alla vita normale, al proprio lavoro, alla propria quotidianità. che tristezza.
ok, ho parlato abbastanza... ora scusatemi, c'è la playstation che mi aspetta.. come dite? sono arrivato quasi all'età in cui dovrei cominciare a pensare ad avere figli? già.. e non vedo l'ora, quando sarà il momento, di battere mio figlio al gioco del calcio.. mi sto già allenando!
p.s. in questo pezzo c'è un messaggio subliminale: ninja e bubu, attrezzate un risiko che mi manca! October 10
eccomi di nuovo qua.. sono ri-tornato a scrivere qualcosa sul blog più.. ehm.. più.. più inutile della rete. ma tutto ciò lo faccio solo per voi, miei cari affezionati (!?!) lettori.
ultimamente sono stato impegnato.. ma ora che mi sono liberato da un paio di grossi fardelli torno a scrivere di una cosa che mi piace. l'autunno.
finalmente è tornato.. con le sue giornate un po' più corte, ma non troppo.. con la pioggerellina che è un'ottima scusa per non uscire (chi è che dice che sono idrosolubile come l'aspirina?) dopo aver passato l'estate perennemente fuori casa.. e finalmente è finito il caldo. opprimente. fastidioso. sudereccio (passatemi il neologismo eh!). finalmente adesso il sole svolge la sua funzione principale: quella di scaldare e non quella di farti sudare anche le gengive!
metteteci anche che io sono nato praticamente all'inizio dell'autunno, metteteci che, tra tutte le stagioni, è quella che ha i colori più belli.. e vuoi mettere la sensazione impareggiabile di tornare a casa un po' infreddoliti e scivolare dentro il letto?
poi abbiamo ufficialmente ricominciato la stagione di risiko a pieno regime, con delle interessanti novità: io sono un campione! no vabbè, ho esagerato.. questa non è proprio una novità.. pare che il ninja abbia esaurito il suo leggendario culo ai dadi! peppe è poco partecipe causa elevata dipendenza da giochi di ruolo on-line. michele è nuovo, ma si sta già creando il suo spazio come vincitore di risiko.. e bubu che quest'anno parte a razzo e finisce a ... eheheh.
inoltre tra un po' inizia il sulmonacinema che, nonostante anno dopo anno riesca a superarsi in quanto a film noiosissimi e sconosciuti, ogni tanto tira fuori qualche perla, ed è comunque un evento che vale la pena di seguire..
per finire ho iniziato quest'autunno nel migliore dei modi, togliendomi un bel fardello (vedi sopra) e con una grandissima sorpresa da parte dei miei insostituibili, inossidabili, impermeabili amici. grazie ancora!
alla fine, anche se in autunno il posto in cui vivo si svuota drasticamente, ci sono un mucchio di cose da fare, dire, baciare, lettera testamento.
potrei andare avanti per ore ma mi fermo qui. insomma: l'autunno è bello! basta con l'estate!
September 19
“di solito quando uno fa un bilancio della propria vita resta abbacinato per il gran numero di sbagli che ha commesso. io di grossi sbagli non ne ho fatti, se si fa eccezione per quella volta che ho pagato un cornetto duemila euro”
r. bertola
mamma mia, che bel traguardo ho raggiunto.. beh, in fin dei conti non sono né il primo né l’ultimo, quindi non c’è niente di particolarmente eccezionale in tutto questo. però comunque è una cosa che va celebrata. di solito quando si raggiungono questo genere di traguardi si cominciano a fare i bilanci. ma come sapete bene io faccio eccezione in tutto. quindi ho deciso di non redigere nessun bilancio. ho riflettuto molto su questa cosa dei bilanci. in realtà è una cosa estremamente stupida ed inutile. perché se il risultato è positivo, cosa molto rara, in genere si tende ad adagiarsi sugli allori. invece se il risultato è negativo, ci si butta giù, la tristezza avanza, ci si sente vecchi e non più in grado di fare determinate cose. tra l’altro esiste una teoria (vi avviso: è molto di nicchia) che afferma che in realtà la crisi dei 30 anni si ha intorno ai 27, cioè nel momento in cui il pianeta saturno si trova nello stesso punto in cui si trovava al momento della nascita, esattamente 10.000 giorni dopo la nascita (tool docet!). quindi niente crisi e niente bilanci.. solo la consapevolezza che a qualsiasi età e in qualsiasi momento, c’è sempre da fare qualcosa per stare bene e far star bene gli altri, o almeno provarci. ok mi fermo qua sennò poi “divento malinconico e ci può scappare la rissa” (offro una birra a chi sgama la citazione!).
p.s. tanto per la cronaca: - a 30 mio padre lavorava già da 10 anni e non era ancora sposato. - a 30 anni napoleone aveva fatto un macello. - a 30 anni einstein lavorava all’ufficio brevetti di roma, a 42 vinse il premio nobel per la fisica. - a 30 anni kurt kobain, jimi hendrix, jim morrison, janis joplin erano già morti da 3 anni, dopo essere diventati delle leggende. - a 30 anni molta gente è morta senza essere diventata una leggenda. - a 30 molta gente è in carcere da quando ne aveva 20.
il 19 anni di 100 anni fa è stata inventata una speciale spazzola per pulire i tappeti.
il 19 settembre sono nati saragat e jeremy irons. September 15
visto che sto ricevendo pressioni da persone di un certo livello, che vincono anche premi letterari (  ), mi sono convinto a raccontare di questo venerdì sera qualunque della ormai passata estate. vabbè non cominciate a farvi chissà quali strane idee su tutto ciò che può evocare la parola "venerdì". non è successa nessuna disgrazia, nessuna sfiga, nessun morto e cose simili. e per di più non sono nemmeno superstizioso (pare che porti male essere superstiziosi). e non si tratta nemmeno di una di quelle serate fantastiche in cui conosci un casino di gente, il tuo futuro datore di lavoro e venti ragazze di cui quindici sono le potenziali donne della tua vita ecc ecc.
è stato un normalissimo venerdi sera. e allora, direte voi, cari i miei rompiscatole, cosa ce lo racconti a fare? e infatti!
milvio, ma perchè devo raccontare i cacchi miei? vabbè dai, ormai sto qua...
dicevo, è stato un normalissimo venerdì sera estivo in cui non volevo nemmeno uscire. faceva un freddo cane e ormai era da maggio che si usciva ininterrottamente tutte le sere. in più la maggiorparte dei miei amici era in vacanza. quindi avevo tutte le carte in regola per essere scazzato e starmene a casa.
però sono uscito, così per puro spirito di contraddizione, con M. una mia amica che proprio quella sera era particolarmente silenziosa e annoiata.
si va all'irish. pare che quest'anno sia sempre pieno. e quella sera infatti non ha fatto eccezione. tutto occupato. stavo quasi per mollare tutto e andarmene quando: "FABBRIIIIIIIIII, VIENI QUA CE POSTO!". che culo!
(finora sto racconto è di un noioso... mamma mia!)
così ci siamo seduti ed ho gustato un'ottima guinness gelata con una temperatura esterna di circa 12 gradi. "meno male che è quasi finita" ho pensato "così me ne vado". gente, se quando uscite vi annoiate/siete con gente che parla solo a monosillabi o cose simili, fate come me: continuate a ripetere di volere andare via e accade qualcosa che ha del miracoloso. eravamo in quattro all'inizio. dopo neanche mezz'ora al nostro tavolo c'erano quindici (15) persone e altre che andavano e venivano (e non erano le cameriere)!
fate sedere un venditore di auto usate vicino ad un uomo di paglia e nel giro di cinque minuti il primo ha appioppato un ferro vecchio al secondo. esattamente quello che peppe ha ripetutamente fatto con me, nel senso che più dicevo che stavo per tornarmene a casa e più mi convinceva ad ordinare un'altra birra. fatto sta che tra un discorso e un altro, una sigaretta e l'altra, cento risate e cento "occhiatine" a destra e sinistra, ho perso il conto delle birre e si è anche fatta una certa ora.
io: "beh ciao a tutti io vado a casa"
peppe: "no brivio ma dove vai?"
io: "a casa"
peppe: "dai vieni con noi in piscina.. c'è una festa, è pieno di gente, le cose, le storie"
io: "no, non se ne parla, fa un freddo cane, veramente non ho voglia, ci vediamo domani, ciao"
...
in piscina c'era effettivamente un sacco di gente. la festa era organizzata dal famoso angelo delblackbull (no, "delblackbull" non è il cognome, come i più scaltri avranno intuito, ma è il nome del suo locale.. pensa un po' se il suo locale si fosse chiamato "apocalisse".. angelo dellapocal... vabbè lasciamo stare).
la cosa più bella è che io e peppe eravamo ancora ad una decina di metri dal bancone all'aperto ed angelo era di spalle. deve aver captato la presenza di due potenziali clienti, infatti si è girato di scatto e, con la sua espressione da vecchie-mille-lire, ci ha detto: "due birre, ragazzi?"  .. angelo mette la parola "ragazzi" alla fine di ogni frase, anche se si rivolge ad un ottantenne o ad un gruppo di ragazze pon-pon.
questa simpatica scenetta si è ripetuta N volte, ciò vuol dire altre N birre. e tra una birra e l'altra cosa è successo? io lo so che vi state aspettando la descrizione di un avvenimento clamoroso, il fatidico colpo di scena, la classica svolta. niente di tutto questo, mi spiace.
è successo semplicemente quello che succede ad una normalissima festa. si va in giro, si parla con 3000 persone, si beve, si critica la pessima musica, mentre si fa la fila per evacuare un po' d'alchool si tenta di approcciare e, con l'ottimismo del beone, si spera di trovare qualche nuovo numero sul cellulare la mattina dopo o, al massimo, che la tipa ti riconosca per la strada e venga a salutarti, ecc ecc... cose così. ci siamo mantenuti sul classico. e non ci siamo fatti mancare niente eh. nemmeno un collasso.
infatti, mentre sorseggiavamo l'ultima birra (o era un long island, non ricordo), poco prima delle 4, becco la mia amica di prima, M., che mi stava cercando per accompagnare a casa una vittima della terribile combinazione "temperatura invernale+superalcolici ghiacchiati bevuti tutto d'un fiato" (a schioppo, come si dice dalle nostre parti). ok, nessun problema. anche con indefinite quantità di birra e altro nel mio stomaco, ero ancora abbastanza lucido per guidare fino a casa della vittima e tornare a casa mia senza perdermi. il punto è che la vittima in questione non ne voleva sapere di sganciarsi dalla rete alla quale si era aggrappato. secondo me stava così male anche perchè aveva scelto il posto sbagliato per riprendersi: era a tre metri dal chiosco del kebab che, con tutti i suoi effluvi di cipolla, di carne arrosto e di salsine piccanti, alle 4 passate del mattino e con una congestione/sbornia, non è proprio una botta di vita.
proprio mentre ero combattuto tra la voglia di kebab e il desiderio del mio cuscino, è arrivato il mio salvatore (luca) che era seduto con me e gli altri al tavolo dell'irish e che, con la risolutezza dell'eroe, ha pianificato il mio ritorno a casa e il salvataggio del congestionato.
e allora? e allora niente.. ve l'avevo detto che per voi non sarebbe stato granchè come racconto. però per me non è male come ricordo. in fondo in fondo, anche se non ho fatto niente di particolare, anche se non è successo niente di particolare, la mia serata era partita come una non-serata, senza pretese, senza aspettative, senza programmi e invece guarda un po'... ho rimediato un sacco di cose inaspettate: una rarissima sbornia senza postumi, tantissime risate con peppe che non vedevo da un sacco di tempo, sorrisi e simpatia a go-go, che non fanno mai male. mi accontento di poco eh? eh si..
epilogo:
l'eroe luca è tornato a casa alle 5 di mattina dopo aver salvato il congestionato.
il congestionato si è ripreso egregiamente dopo un sontuoso mal di testa e una giornata di appuntamenti con la tazza del cesso.
peppe alle 4.30 aveva ancora voglia di bere o almeno questo è ciò che ho dedotto dal messaggio che mi ha spedito.
M è scomparsa.
angelo starà ancora contando l'incasso della serata.
milvio, l'artefice di tutto ciò, si starà facendo 4 risate leggendo sto coso.  August 29 mamma mia che titolo inutile! vabbè era solo per far vedere che io con l'inglese ci palleggio.. 
ah si.. era anche per farvi sapere che non ho abbandonato questo blog (come se ve ne fregasse qualcosa).
sarà, ma alla fine mi ci sono un po' affezionato, non so nemmeno io il perchè..
rischio di dire una banalità ma sta cosa mi sembra un po' come il messaggio nella bottiglia.. lo affidi al mare (virtuale) e dopo qualche giorno capita che un navigante lo raccoglie per caso e magari ti risponde anche.. e la cosa bella è che il messaggio nella bottiglia non deve essere necessariamente quello di un naufrago disperato.
è utile tutto ciò? sicuramente no. un po' è per passare il tempo, un po' è per scrivere cazzate e vedere come i naviganti-lettori reagiscono, un po' è anche per sfogarsi.
allora ora che ci penso è utile.. ho cambiato idea..
vabbè, ma di questo poco vi importa..
è un po' che non scrivo e devo riassumere un mese abbondante di avvenimenti, dallo strpeitoso concerto dei massive attack alle 2 settimane di giostra cavalleresca, ad una serie di serate estive che iniziano in sordina, senza pretese e finiscono di mattina con 100 risate e una ricca sbornia.
ma non ve ne parlo ora. non ho tempo.. quindi alla prossima.. July 17 sono vivo e vegeto.
sono vivo.
e vegeto.  July 11 secondo voi cosa avrà detto materazzi a zidane?
opzione #1:

opzione #2:

opzione #3:

conclusione:

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