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    September 19

    oggi sono uguale a ieri!

     
    “di solito quando uno fa un bilancio della propria vita resta abbacinato per il gran numero di sbagli che ha commesso. io di grossi sbagli non ne ho fatti, se si fa eccezione per quella volta che ho pagato un cornetto duemila euro”
    r. bertola
     
    mamma mia, che bel traguardo ho raggiunto.. beh, in fin dei conti non sono né il primo né l’ultimo, quindi non c’è niente di particolarmente eccezionale in tutto questo. però comunque è una cosa che va celebrata.
    di solito quando si raggiungono questo genere di traguardi si cominciano a fare i bilanci. ma come sapete bene io faccio eccezione in tutto. quindi ho deciso di non redigere nessun bilancio. ho riflettuto molto su questa cosa dei bilanci. in realtà è una cosa estremamente stupida ed inutile. perché se il risultato è positivo, cosa molto rara, in genere si tende ad adagiarsi sugli allori. invece se il risultato è negativo, ci si butta giù, la tristezza avanza, ci si sente vecchi e non più in grado di fare determinate cose.
    tra l’altro esiste una teoria (vi avviso: è molto di nicchia) che afferma che in realtà la crisi dei 30 anni si ha intorno ai 27, cioè nel momento in cui il pianeta saturno si trova nello stesso punto in cui si trovava al momento della nascita, esattamente 10.000 giorni dopo la nascita (tool docet!).
    quindi niente crisi e niente bilanci.. solo la consapevolezza che a qualsiasi età e in qualsiasi momento, c’è sempre da fare qualcosa per stare bene e far star bene gli altri, o almeno provarci.
    ok mi fermo qua sennò poi “divento malinconico e ci può scappare la rissa” (offro una birra a chi sgama la citazione!).
     
    p.s. tanto per la cronaca:
    - a 30 mio padre lavorava già da 10 anni e non era ancora sposato.
    - a 30 anni napoleone aveva fatto un macello.
    - a 30 anni einstein lavorava all’ufficio brevetti di roma, a 42 vinse il premio nobel per la fisica.
    - a 30 anni kurt kobain, jimi hendrix, jim morrison, janis joplin erano già morti da 3 anni, dopo essere diventati delle leggende.
    - a 30 anni molta gente è morta senza essere diventata una leggenda.
    - a 30 molta gente è in carcere da quando ne aveva 20.
    il 19 anni di 100 anni fa è stata inventata una speciale spazzola per pulire i tappeti.
    il 19 settembre sono nati saragat e jeremy irons.
    September 15

    quel "famoso" venerdì

     
    visto che sto ricevendo pressioni da persone di un certo livello, che vincono anche premi letterari (), mi sono convinto a raccontare di questo venerdì sera qualunque della ormai passata estate. vabbè non cominciate a farvi chissà quali strane idee su tutto ciò che può evocare la parola "venerdì". non è successa nessuna disgrazia, nessuna sfiga, nessun morto e cose simili. e per di più non sono nemmeno superstizioso (pare che porti male essere superstiziosi). e non si tratta nemmeno di una di quelle serate fantastiche in cui conosci un casino di gente, il tuo futuro datore di lavoro e venti ragazze di cui quindici sono le potenziali donne della tua vita ecc ecc.
    è stato un normalissimo venerdi sera. e allora, direte voi, cari i miei rompiscatole, cosa ce lo racconti a fare? e infatti!
    milvio, ma perchè devo raccontare i cacchi miei? vabbè dai, ormai sto qua...
    dicevo, è stato un normalissimo venerdì sera estivo in cui non volevo nemmeno uscire. faceva un freddo cane e ormai era da maggio che si usciva ininterrottamente tutte le sere. in più la maggiorparte dei miei amici era in vacanza. quindi avevo tutte le carte in regola per essere scazzato e starmene a casa.
    però sono uscito, così per puro spirito di contraddizione, con M. una mia amica che proprio quella sera era particolarmente silenziosa e annoiata.
    si va all'irish. pare che quest'anno sia sempre pieno. e quella sera infatti non ha fatto eccezione. tutto occupato. stavo quasi per mollare tutto e andarmene quando: "FABBRIIIIIIIIII, VIENI QUA CE POSTO!". che culo!
    (finora sto racconto è di un noioso... mamma mia!)
    così ci siamo seduti ed ho gustato un'ottima guinness gelata con una temperatura esterna di circa 12 gradi. "meno male che è quasi finita" ho pensato "così me ne vado". gente, se quando uscite vi annoiate/siete con gente che parla solo a monosillabi o cose simili, fate come me: continuate a ripetere di volere andare via e accade qualcosa che ha del miracoloso. eravamo in quattro all'inizio. dopo neanche mezz'ora al nostro tavolo c'erano quindici (15) persone e altre che andavano e venivano (e non erano le cameriere)!
     
    fate sedere un venditore di auto usate vicino ad un uomo di paglia e nel giro di cinque minuti il primo ha appioppato un ferro vecchio al secondo. esattamente quello che peppe ha ripetutamente fatto con me, nel senso che più dicevo che stavo per tornarmene a casa e più mi convinceva ad ordinare un'altra birra. fatto sta che tra un discorso e un altro, una sigaretta e l'altra, cento risate e cento "occhiatine" a destra e sinistra, ho perso il conto delle birre e si è anche fatta una certa ora.
    io: "beh ciao a tutti io vado a casa"
    peppe: "no brivio ma dove vai?"
    io: "a casa"
    peppe: "dai vieni con noi in piscina.. c'è una festa, è pieno di gente, le cose, le storie"
    io: "no, non se ne parla, fa un freddo cane, veramente non ho voglia, ci vediamo domani, ciao"
    ...
    in piscina c'era effettivamente un sacco di gente. la festa era organizzata dal famoso angelo delblackbull (no, "delblackbull" non è il cognome, come i più scaltri avranno intuito, ma è il nome del suo locale.. pensa un po' se il suo locale si fosse chiamato "apocalisse".. angelo dellapocal... vabbè lasciamo stare).
    la cosa più bella è che io e peppe eravamo ancora ad una decina di metri dal bancone all'aperto ed angelo era di spalle. deve aver captato la presenza di due potenziali clienti, infatti si è girato di scatto e, con la sua espressione da vecchie-mille-lire, ci ha detto: "due birre, ragazzi?" .. angelo mette la parola "ragazzi" alla fine di ogni frase, anche se si rivolge ad un ottantenne o ad un gruppo di ragazze pon-pon.
    questa simpatica scenetta si è ripetuta N volte, ciò vuol dire altre N birre. e tra una birra e l'altra cosa è successo? io lo so che vi state aspettando la descrizione di un avvenimento clamoroso, il fatidico colpo di scena, la classica svolta. niente di tutto questo, mi spiace.
    è successo semplicemente quello che succede ad una normalissima festa. si va in giro, si parla con 3000 persone, si beve, si critica la pessima musica, mentre si fa la fila per evacuare un po' d'alchool si tenta di approcciare e, con l'ottimismo del beone, si spera di trovare qualche nuovo numero sul cellulare la mattina dopo o, al massimo, che la tipa ti riconosca per la strada e venga a salutarti, ecc ecc... cose così. ci siamo mantenuti sul classico. e non ci siamo fatti mancare niente eh. nemmeno un collasso.
     
    infatti, mentre sorseggiavamo l'ultima birra (o era un long island, non ricordo), poco prima delle 4, becco la mia amica di prima, M., che mi stava cercando per accompagnare a casa una vittima della terribile combinazione "temperatura invernale+superalcolici ghiacchiati bevuti tutto d'un fiato" (a schioppo, come si dice dalle nostre parti). ok, nessun problema. anche con indefinite quantità di birra e altro nel mio stomaco, ero ancora abbastanza lucido per guidare fino a casa della vittima e tornare a casa mia senza perdermi. il punto è che la vittima in questione non ne voleva sapere di sganciarsi dalla rete alla quale si era aggrappato. secondo me stava così male anche perchè aveva scelto il posto sbagliato per riprendersi: era a tre metri dal chiosco del kebab che, con tutti i suoi effluvi di cipolla, di carne arrosto e di salsine piccanti, alle 4 passate del mattino e con una congestione/sbornia, non è proprio una botta di vita.
    proprio mentre ero combattuto tra la voglia di kebab e il desiderio del mio cuscino, è arrivato il mio salvatore (luca) che era seduto con me e gli altri al tavolo dell'irish e che, con la risolutezza dell'eroe, ha pianificato il mio ritorno a casa e il salvataggio del congestionato.
     
    e allora? e allora niente.. ve l'avevo detto che per voi non sarebbe stato granchè come racconto. però per me non è male come ricordo. in fondo in fondo, anche se non ho fatto niente di particolare, anche se non è successo niente di particolare, la mia serata era partita come una non-serata, senza pretese, senza aspettative, senza programmi e invece guarda un po'... ho rimediato un sacco di cose inaspettate: una rarissima sbornia senza postumi, tantissime risate con peppe che non vedevo da un sacco di tempo, sorrisi e simpatia a go-go, che non fanno mai male. mi accontento di poco eh? eh si..
     
    epilogo:
    l'eroe luca è tornato a casa alle 5 di mattina dopo aver salvato il congestionato.
    il congestionato si è ripreso egregiamente dopo un sontuoso mal di testa e una giornata di appuntamenti con la tazza del cesso.
    peppe alle 4.30 aveva ancora voglia di bere o almeno questo è ciò che ho dedotto dal messaggio che mi ha spedito.
    M è scomparsa.
    angelo starà ancora contando l'incasso della serata.
    milvio, l'artefice di tutto ciò, si starà facendo 4 risate leggendo sto coso.
    September 07

    goodgod was there #2

    eccomi qua. come promesso riprendo l’attività del blog. scommetto che vi sono mancato. e perdo anche. ma non è di scommesse che voglio parlare. il titolo non vi suggerisce niente? ok ve lo dico io sennò facciamo notte.

    il 21 luglio, ad appena un mese di distanza dal fantastico concerto dei tool, ho assistito ad un altro concerto che non può lasciare indifferenti. quello dei massive attack. ah, siete rimasti indifferenti? vabbè peggio per voi.

    fin dalla prima volta in cui ho assistito ad un loro concerto, a dublino, nell’estate del 2003, sono rimasto colpito dal loro suono. io che sono sempre stato convinto che andare ad un concerto significasse andare ad un concerto di musica “rock”, con strumenti “classici”, non solo andare a sentire la musica ma anche ad osservare la bravura e la tecnica dei musicisti. alla fine ho dovuto cambiare idea.

    nonostante la loro musica sia abbastanza semplice, non ho mai provato un tale livello di coinvolgimento. per “semplice” intendo ad esempio, giri di basso e chitarra abbastanza ripetitivi, niente virtuosismi degni di nota. presi singolarmente potrebbero addirittura risultare noiosi.

    ma non è affatto così. e’ l’insieme che colpisce e rapisce e rimane dentro. un suono tondo, perfetto come una sfera.. che parte da un puntino minuscolo e si ingrandisce lentamente, ti ingloba, per poi tornare piccola e sparire alla fine della canzone.

    cinque cantanti diversi che si alternano o collaborano, due alla volta, sul palco, proprio a sottolineare che non c’è un frontman dei massive attack, che non conta chi c’è lì sopra, conta solo quello che tu provi.

    e senza dubbio si provano grosse emozioni quando si ascolta liz fraizer che canta Teardrop (chi non la conosce, in esilio su saturno per un anno), oppure Angel o Inertia creeps…  inutile dire che ve le consiglio dalla prima all’ultima.

     

    con me c’era anche sgot, mio fratello, votato da anni alla musica “incazzata”, professionista della chitarra elettrica distorta e compressa, fedele servitore del virtuosismo, estimatore della batteria in controtempo, tenace sostenitore della voce potente. ebbene anche lui a fine concerto si è girato ed ha detto: “indimenticabile!”.

    voto 9.5

     

    p.s. anche l’acustica e la location non erano male. l’ippodromo delle capannelle a roma, se non si considerano le orde di adoratori della musica del demonio che erano lì per fiesta, una specie di festival di musica latino-americana. ma non si può avere tutto nella vita.

    don’t forget to enjoy my pictures (if u can!)