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    August 24

    noi uomini duri (parte 3)


    il fiume insidioso

    "ragazzi, da qui in poi dovete tirare fuori i coglioni!"
    in un attimo cala il gelo. l'unico che riesce a muoversi, per tentare di colpire il sergente con un macigno, è joker. ci guardiamo in faccia, il sorriso ebete scompare e in un attimo ci rendiamo conto che, effettivamente, finora abbiamo scherzato. se fossimo in uno di quei film del ciclo alta tensione, adesso partirebbe la musichetta inquietante. ci giriamo in direzione della chiusa, appena in tempo per vedere un canotto con 7 persone, sparire al di sotto della piccola cascata. beh, insomma, "piccola"... è comunque un salto di tre metri. vabbè, c'è poco da fare. ormai siamo in ballo. risaliamo a bordo dove le acque sono ancora calme e cerchiamo di posizionarci nel modo in cui il sergente di ferro ci ha ordinato. nel frattempo un altro canotto sparisce tra le urla dei danesi che lo occupano. ci siamo. la nostra canoa è perpendicolare rispetto alla linea della cascata. il team rambo/mc gyver è appena davanti a noi e vediamo sparire anche loro. la punta della canoa è fuori, sospesa. in un attimo è fuori anche signorciuffo e il suo peso ci trascina giù con un effetto simile a quello delle montagne russe. nonostante non siamo sulle cascate del niagara, l'adrenalina mi colpisce come uno schiaffo. se qualcuno mi scattasse una foto ora, mentre cado, avrei la stessa faccia del clown del mc donald. sono gasato. signorciuffo anche. arriviamo giù alzando una nuvola d'acqua.

    team rambo/mc gyvergiù ci sono gamberone e joker, gasati anche loro, e l'istruttore che ci dice "bravi, ma ora inizia il diverimento vero". proseguiamo senza soste anche perchè con questa corrente sarebbe piuttosto difficile fermarsi. ma ormai siamo carichi, galvanizzati. la corrente forte ci trascina per un po' senza che ci sia bisogno di remare, ma ad un certo punto iniziano anche le curve. e bisogna fare un lavoro sporco per curvare nel modo giusto e non schiantarsi sulla riva. riva per modo di dire, perchè in realtà si tratta di un ambiente ostile in cui si alternano massi sporgenti - e qui finalmente si comprende l'utilità del casco - piante semi-sconosciute con grosse foglie urticanti, ammassi di rovi, rami appuntiti e radici sporgenti. infatti alla prima curva, strettissima, vedo avvicinarsi a gran velocità un cespuglio di ortiche. ma grazie alla nostra prontezza e all'ottimo lavoro di squadra riusciamo ad evitarla. ma non c'è tregua, non ci si può rilassare. il percorso diventa tortuoso e veloce. ora cominciano ad arrivare anche gli ostacoli sparsi in mezzo al fiume: grosse pietre e tronchi spezzati. non si possono evitare tutti, la corrente è troppo forte. la canoa gonfiabile sbatte contro uno di questi sassi, ci sale sopra, si adatta facilmente, essendo molto flessibile.. ma non so se è un bene... la pietra passa sotto i nostri culi e si sente tutta. abbiamo imparato una nuova lezione. la prossima va assolutamente evitata!

    team totò/peppinola stanchezza comincia a farsi sentire proprio ora che il gioco si fa duro. in più di un'occasione la canoa del team rambo/mc gyver si arena, costringendo joker a scendere e tirarla di nuovo nella corrente. e come sapete, una famosissima regola non scritta di questo affascinante sport vuole che non si debba mai e poi mai scendere dalla canoa. è indice di inesperienza. purtroppo devo ammettere che, poco dopo, anche il nostro team, in parte a causa dell'inesperienza ma soprattutto - direi quasi esclusivamente - a causa del grosso impegno profuso nel pagaiare a più non posso, si trova in una situazione a dir poco complicata e pericolosa. usciamo perfettamente da una curva difficile e veloce.. facciamo appena in tempo a sentire il sergente di ferro che da lontano ci grida che siamo stati bravi, e siamo subito impegnati in un'altra manovra impegnativa: c'è un grosso tronco al centro del fiume e va aggirato per forza sulla destra. il percorso a sinistra è troppo stretto e il fiume è poco profondo. rischiamo di arenarci. la canoa struscia sul lato destro del tronco, ma riusciamo ad evitarlo. subito dopo però c'è un'altra curva a destra. il fiume è veloce. la corrente è fortissima. la curva è a gomito. bisogna sporgersi sul lato e pagaiare con forza. ma siamo in ritardo, a causa del tronco di prima.

    signorciuffo: a sinistra a sinistra!!
    io: ciuffo, rema largo.. rema più largo!
    signorciuffo: lo sto facendo ma sta stronza non si gira, non ce la facciamo!
    io: non mollare, cazzo, non mollare...
    signorciuffo: houston, abbiamo un problema! HOUSTOOOON.... (*)

    quello che vedo nel giro di pochi secondi, stando dietro signorciuffo, mi ricorda una scena di matrix. stiamo andando a sbattere violentemente contro la riva. non di lato. di fronte. ad una velocità terrificante. nonostante ciò vedo la scena al rallentatore. i rami e le radici sporgono sopra di noi e si avvicinano. signorciuffo urla qualcosa di simile ad una bestemmia ma, sapete, le frasi al rallentatore non si capiscono molto bene e poi è costretto ad interrompersi perchè viene letteralmente ricoperto da una intricata selva di radici pendenti. sembrno liane. ma in realtà non viene coperto. ha la prontezza di piegarsi all'indietro proprio come fa neo per schivare le pallottole dell'agente smith. le radici gli passano a un centimetro dal volto e io ho appena il tempo di pensare "però! che effetti speciali!" mentre mi faccio scudo con le braccia per evitare di sfregiarmi. tutto questo accade in due secondi e mezzo.
    restiamo per qualche secondo bloccati in questa situazione, signorciuffo piegato in una posizione innaturale e io con le braccia incrociate davanti al volto e la pagaia incastrata tra i rami, come se dovessimo decidere sul da farsi. l'unica cosa da fare è togliersi quella roba di dosso e raggiungere joker e gamberone che, molto poco sportivamente, se la stanno spassando alle nostre spalle. in breve tempo, grazie alla nostra destrezza ormai acquisita, riusciamo ad agganciare l'altro team.

    il resto del percorso prosegue senza altri gravi incidenti, fatta eccezione per un ramo grosso come un indice che mi arriva in pieno setto nasale. tutta colpa della stanchezza. il sergente di ferro è quasi un ricordo. ci urla da lontano qualcosa ma non si capisce bene. solo joker continua ad essere irritato. proseguiamo fino al punto in cui il fiume si allarga a formare una specie di laghetto artificiale. infatti c'è una diga. ecco cosa aveva da urlare il boss. siamo arrivati alla fine. dobbiamo scendere, caricarci le canoe in spalla e fare il tratto a piedi fino al punto di ritrovo, dove verranno a prenderci con i pullmini.
    siamo stanchi morti. gamberone cerca di accaparrarsi una fetta di cocomero gentilmente offerta dagli istruttori e, manco a dirlo, ci riesce. signorciuffo ha lo sguardo fisso nel vuoto, ma sembra soddisfatto. joker pianifica l'omicidio del sergente, infatti dice che vuole assolutamente tornare. e io sono gasato. le braccia mi fanno male e sono pieno di graffi, ma anche io voglio rifarlo.

    il viaggio di ritorno ve lo risparmio per due ottimi motivi: 1) nessuno ha detto una parola, o quasi; 2) la musica era pessima. beh, alla fine sono riuscito a raccontare tutto. il che significa due cose (si vede che mi piacciono gli elenchi eh?): 1 - che non sono morto. anzi, tutt'altro. 2 - che la mia memoria funziona ancora abbastanza bene. e questo vuol dire che, come promesso tempo fa, presto aprirò il nuovo blog quindi "stay tuned" (si lo so, sto abusando anche di questa frase..)

    stavolta vi risparmio anche il celeberrimo contest "indovina la citazione" perchè è troppo facile. comunque, se volete partecipare lo stesso, sappiate che il premio è un week end per un corso di sopravvivenza in compagnia del sergente di ferro.

    p.s. stavolta ho fatto un po' lo sborone, ma ci stava!

    August 16

    noi uomini duri (parte 2)


    una passeggiata di salute

    ...“ok, bisogna che vi spieghi un paio di cose su come si usa la pagaia…”
    immaginate quattro idioti in fila, vestiti in modo ridicolo, sulla riva di un fiume di montagna, con una pagaia in mano, che fanno movimenti assolutamente imbarazzanti. ecco, quegli idioti siamo noi. ok volendo ne possiamo aggiungere un quinto, cioè il sergente di ferro. ma in quanto istruttore e perfettamente consapevole di quello che sta facendo, non ha troppo l'aria da idiota. lui ci sta di fronte e ci esamina..

    sergente di ferro: "TU! da dove vieni!"
    aspirante suicida #1: "dall'abruzzo, signore"
    s.d.f.: "due sole cose vengono dall'abruzzo: le pecore e le checche.. tu non sei una pecora, almeno sembra.. quindi devi per forza essere una checca"
    a.s. #1: "nossignore!"
    s.d.f.: "come? non ho sentito, urla più forte"
    a.s. #1: "NOSSIGNORE!" (*)
    s.d.f.: "bene, passiamo alle cose serie.. tenete la pagaia in questo modo.. un braccio è teso e fa da leva e l'altro lo dovete spingere in avanti come se stesse sferrando un pugno a qualcuno..."
    da qui a immaginare che quel qualcuno fosse lui il passo è breve.
    a.s. #2: "tutto questo sempre continuando a girarci a destra e sinistra?"
    s.d.f.: "si si, torsione del busto.. dai sferra il pugno.. no, non così.. se ti muovi così rimani in balia della corrente e la canoa va dove vuole lei.. tu, forza, continua a pagaiare, sferra il pugno, sferra il pugno.. muovi quella pagaia!!"

    giuro che se pronuncia ancora il termine "pagaia" gli foro la canoa.. non può usare parola universalmente riconosciuta "remo"?
    tutto questo per 10 minuti buoni. gli altri gruppi, quelli del canotto, ci guardano incuriositi, chissà perchè. finalmente arriva il momento del nostro ingresso in acqua. è fredda, qualcosa come dieci gradi. la tensione è alta, i volti sono contratti in un'espressione che non si capisce bene se è di concentrazione o di strizza ma il team mc gyver/rambo e il team totò/peppino sono pronti a tutto, o quasi. il sergente di ferro è davanti e ci dice di ricordarci bene i movimenti.
    tempo 7 secondi e siamo già girati contro corrente, cioè con la schiena a valle, mentre la canoa si dirige pericolosamente verso una riva. lo schianto non è eccessivo ma irritante. quanto basta per farci rendere conto che in quei dieci minuti di lezione non abbiamo capito una cippa su come ci si deve muovere con quel remo. ma ancora più irritante è sentire il sergente di ferro che sbraita "ma allora non mi stavate ascoltando prima!! vi ho detto che dovete muovere il braccio di sopra, non quello di sotto".
    joker è visibilmente contrariato. con grande fatica rimettiamo la canoa "in pista". fortunatamente in questo tratto la corrente non è forte così possiamo prendere confidenza con il mezzo. signorciuffo è davati a me dirige le operazioni (in pratica mi dice "destra" o "sinistra"), ma non facciamo troppi progressi:

    io: "scusa ma quando dici 'destra' vuoi dire che dobbiamo remare a destra o che dobbiamo girare a destra? stabiliamo un codice, sennò non ne usciamo"
    signorciuffo: "bravo. allora facciamo che se dico 'destra' remiamo a destra e se dico 'sinistra' eccetera eccetera"

    l'importanza della comunicazione. è bastato questo piccolo chiarimento per rendere tutto molto più facile. una volta sincronizzati abbiamo cominciato a capire vari meccanismi: il funzionamento della corrente e il modo in cui remare a seconda della corrente stessa. l'unica cosa da perfezionare è la frenata. ogni tanto il sergente di ferro ci dice di parcheggiare su una riva per darci delle istruzioni e puntualmente la nostra canoa si trasforma in un proiettile che si schianta contro la riva. cioè contro rami secchi, pietre, piante più o meno urticanti, rovi.
    facciamo tappa in una specie di canyon in cui le acque sono più tranquille.. scendiamo dalle canoe e il sergente si avvicina per farci qualche complimento e per tirarci su di morale.

    s.d.f.: "bravi ragazzi. ho notato che ci state prendendo la mano"
    signorciuffo: "eh si, abbiamo cominciato a capire il meccanismo"
    s.d.f.: "ho visto. io vi ripeto sempre le stesse cose e vi rompo i coglioni a manetta, però..."
    io: "si è vero (ci rompi i coglioni proprio a manetta) ma adesso andiamo molto meglio.."
    s.d.f.: "prima avete anche fatto un'entrata-in-acque-morte-in-retro (carpiato antani con la supercazzola). una manovra piuttosto difficile"
    io e signorciuffo ci guardiamo incerti: "ah, ehm... si.. infatti..."

    gruppo eccezionalein the canyonl'acqua è limpida, si vede il fondo. c'è una sorgente naturale che sbuca direttamente dalla pietra e siamo circondati da rocce altissime. è uno di quei posti che si possono vedere solo percorrendo il fiume. davvero notevole. l'occasione per riunire il gruppo e fare qualche foto.
    proeguiamo per un altro tratto. ogni tanto si sentono le urla del sergente/istruttore che ci dà istruzioni, ma ormai possiamo anche ignorarlo. joker invece trasuda odio. a tratti possiamo addirittura permetterci di non remare e di guardarci un po' intorno per gustare il panorama. siamo anche più veloci di gamberone e joker al punto da costringerli ad atti altamente scorretti, come spingerci con un remo per far girare la nostra canoa e farci perdere metri preziosi. ma siamo superiori.. ci sta anche questo.
    facciamo un'altra tappa in un tratto in cui il fiume è più profondo e ci si può tuffare da una roccia. decido che è il momento di fregarmene del mio odio per l'elemento acquatico. salgo sulla roccia e mi tuffo. è una sensazione strana. l'acqua è gelata, vado a picco, perdo completamente l'orientamento e mi entra l'acqua nel naso, ma torno subito in superficie grazie al giubbotto di salvataggio. nonostate tutto non è un'esperienza negativa. penso che fra una dozzina di anni si possa fare un bis. ma non è il momento di fare progetti per il futuro. si prosegue.
    il team mc gyver/rambo se la cava piuttosto bene, ma non è una grossa sorpresa. la vera rivelazione della giornata è il nostro team. nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di noi ma ormai abbiamo la piena padronanza del mezzo. ok, piena è una parola grossa ma viste le premesse possiamo ritenerci più che soddisfatti. il sergente ormai comunica con noi tramite urla e ci intima di fermarci per un'ultima volta. joker è una maschera di odio e risentimento e ancora odio. sta progettando di ucciderlo. già immagina i titoli sui giornali: "trovato cadavere di un istruttore di rafting, ucciso con 89 colpi di pagaia".

    s.d.f.: "allora.. adesso ci aspetta un salto di tre metri. occhio: cercate di arrivarci perpendicolari o correte il rischio di ribaltarvi."
    gamberone: "ma queste canoe non sono anti-ribaltamento?"
    s.d.f.: "si, tranne nel caso in cui arrivate al salto con la canoa storta. quella che vedete lì è una chiusa. adesso dico al tipo di mandarci un po' d'acqua così iniziamo a fare le cose serie. ragazzi, da qui in poi dovete tirare fuori i coglioni!


    come andrà a finire? lo saprete tra qualche giorno, forse.. eh lo so, staste tirando il collo, ma non è che posso stare tutto il giorno a scrivere.. poi c'ho anche una certa età e la memoria mi gioca brutti scherzi, quindi forse la terza ed ultima parte di questa avvincente storia non verà mai pubblicata.. chissà? voi intanto "stay tuned"

    (*)--> indovina la citazione contest <--
    il primo che indovina quale film ho citato non vince un bel niente. il secondo invece vince una stretta di mano e/o un bacio (a seconda se si tratta di un ragazzo o una ragazza) dal sottoscritto. fino ad esaurimento scorte.

    August 10

    noi uomini duri (parte 1)


    il viaggio

    diciamolo, il rafting è uno sport per tutti. vecchi e bambini. ti siedi sul gommone, assicuri i piedi a delle cinghie e remi quando te lo dice l'istruttore. ogni tanto puoi anche non remare, tanto ci sono altre sette persone che lo fanno al posto tuo. facile, no?
    quello che abbiamo fatto noi, uomini duri, invece è un po' più complicato. ma cominciamo dall'inizio.

    si parte alle 9. in macchina c'è poca grinta. la stessa che si potrebbe avere poco prima di andare a fare la spesa. abbiamo sonno e ci aspettano 3 ore di viaggio e un'esperienza prossima al suicidio. a tutto ciò si aggiunge anche una certa fame. così, poco dopo l'aquila ci fermiamo lungo la strada per fare colazione.
    ci sono due bar. ci affidiamo al nostro intuito e ovviamente sbagliamo. entriamo nel primo che, con molta probabilità, non vede un cliente almeno dalla mattina precedente. non ci sono cornetti. la sola cosa commestibile è rappresentata da merendine confezionate nell'84. da ciò capisco che mi limiterò a prendere un caffè. signorciuffo opta per la merendina e joker per il plumcake. pessima scelta. il plumcake è stantio e la merendina è del tipo bombolone secchissimo, con nucleo composto da una goccia di cioccolato, che in passato doveva essere il ripieno.
    al bancone c'è un anziano signore e noi siamo in 4. chiediamo due caffè e due cappuccini. da una porta esce un’anziana signora e, rivolgendosi al marito chiede "serve aiuto?". da ciò capisco che non sarà una buona colazione. usciamo dal bar un po’ delusi.. ma non del tutto rassegnati. dopo una breve consultazione, gamberone (alias occhialino) come suo solito schiocca le dita e io eseguo, avviandomi verso il secondo bar in cerca di cornetti che siano almeno della settimana scorsa. è un altro mondo: ampio, luminoso, aria condizionata, il titolare è giovanile, pimpante e sorridente, sua figlia, molto carina e gentile. il profumo di caffè mi fa venire le lacrime. c’è anche un angolo con i giornali e le riviste. insomma il massimo del confort e dell’accoglienza. e poi vedo quella vetrinetta. dentro, i due ultimi cornetti alla marmellata con il mio nome scritto sopra. vorrei poter dire che erano ancora caldi, ma sarei uno sbruffone. però almeno erano morbidi. adesso è tutta un’altra cosa, possiamo ripartire rifocillati, almeno io e gamberone.
    la strada è ancora lunga ma non solo. è anche tortuosa. che attraversa paesini dai nomi improbabili. una strada di montagna piena di curve e tornanti.. una mulattiera insomma. se non avessimo avuto il comodo navigatore con la voce del gorilla della pubblicità del crodino - voce che, dopo le prime tre indicazioni è simpaticissima, alla quarta un po’ meno, alla decima inizi a pregare a) che si scarichi la batteria del tom tom e b) che si estinguano presto tutti i primati - dicevo, se non fosse stato per il gorillone, avremmo sbagliato strada dalle 500 alle 600 volte.
    finalmente arriviamo a destinazione. ci presentiamo alla “reception” e dopo aver sbrigato qualche formalità, ci consegnano l’attrezzatura composta da:

    - muta aderentissima in materiale isolante, idrorepellente, termoregolatore eccetera;
    - scarpe con le stesse caratteristiche della muta, ma con un esclusivo optional in più: i funghi;
    - giubbotto di salvataggio;
    - caschetto di protezione (il mio era così stretto che ho perso la memoria).

    che forza!tralasciamo i commenti sul nostro abbigliamento. siamo pronti.
    quando usciamo dagli “spogliatoi” la ragazza della “reception” ci indica una direzione: “ragazzi quello è marco, il vostro accompagnatore”. seguiamo il suo indice fin quando lo sguardo si ferma su un tipo alto, grosso e incazzato che sta sbraitando contro qualcosa o qualcuno. perfetto, ci hanno assegnato un cazzutissimo sergente di ferro.

    noi, in coro: “ciao, abbiamo prenotato la canoa”
    marco: “si lo so, siete mai andati in canoa?”
    noi, imbarazzati: “..veramente no..”

    l’espressione di marco, il sergente di ferro era più che eloquente. sulla sua testa era nettamente visibile il fumetto con la scritta “..ma perché i pivelli capitano sempre a me? questi ci lasciano le penne.. sticazzi, tanto hanno firmato la liberatoria.”
    marco: “ok, bisogna che vi spieghi un paio di cose su come si usa la pagaia…”

    come andrà a finire? stay tuned for the next episode

    August 03

    annunci


    annuncio 1 - la prendo alla larga. molto alla larga. con molta probabilità il mio elemento naturale è la terra. non so perchè ma mi ci sento legato in qualche modo. mi piace avere i piedi per terra. le radici affondate nella terra, l'idea di stabilità. da piccolo mangiavo la terra. mi piace il concetto del lavorare la terra e poi ottenere i suoi frutti. insomma per tutta una serie di cose mi piace la terra, la montagna, la campagna, la ghiaia, l'erba, gli alberi, le rocce eccetera. per contro, se dovessi scegliere l'elemento naturale più lontano da me, direi senza dubbio l'acqua. un attimo.. con questo non voglio dire che non mi lavo eh. anzi, con la stessa quantità d'acqua che uso per lavarmi, ci si potrebbe soddisfare il fabbisogno idrico della puglia. non so se l'ultima frase può essere detta con un certo orgoglio, perchè a differenza di molti, tengo parecchio all'igiene personale, o con tonnellate di vergogna, perchè in effetti consumo troppa acqua. comunque..

    tutto sto discorso è semplicemente un modo per dire che odio il mare (l'avevo detto che avrei preso il discorso alla larga, no?). non vado al mare. non faccio il bagno. mi fanno schifo le alghe che mi solleticano i piedi. odio i pesci, la salsedine e la confusione che c'è sulla spiaggia. non mi piace stare immerso nella stessa acqua in cui, nell'ultima ora ci sono stati altri, diciamo 500 zozzoni, una buona metà dei quali ha espletato i propri bisogni nei miei dintorni. in scala 50:1 è come entrare nella stessa vasca da bagno in cui sono entrate altre 10 persone prima di te. chi lo farebbe? nessuno, credo.
    inoltre se entro in modalità [puntini sulle i], posso affermare con assoluta certezza che ciò che rende bello un paesaggio marino è la terra: gli scogli, un golfo, un'insenatura, le falesie, i fiordi e via dicendo. altrimenti il mare sarebbe solo una distesa d'acqua infinita e noiosa, senza alcun punto di riferimento. questo è indiscutibile.

    tutto questo per dire un'altra cosa (l'avevo detto che l'avrei presa alla larga? si. mi sono superato. ho preso alla larga un discorso per prenderne alla larga un altro). tutto questo per dire che nonostante io non sopporti il mare, il fatto di stare immerso in un liquido potenzialmente pericoloso e sporco, nonostante io non sappia nuotare e l'ultima volta che ci ho provato sarà stato 13 anni fa e dopo mezz'ora di affanno sono riuscito a spostarmi di 3 metri, nonostante tutto ciò, lunedì andrò a fare rafting.

    rafting. con gamberone, signorciuffo e jokers. anzi, mini-rafting. questo significa che dovrò salire su un canottino da due posti, vestito con la muta, il giubbotto di salvataggio e il casco e che, munito di una pagaia e di tanto coraggio, dovrò affidarmi alla corrente del fiume. chiaramente dopo aver firmato una liberatoria in cui affermo che se morirò sarà tutta colpa mia.
    quindi ci sono possibilità che io muoia. ecco. il primo annuncio, tutte queste frasi, tutti questi giri di parole è solo per dire che presto morirò, che abbandonerò questa valle di lacrime e che vi ho voluto bene.

    beh si, mi sono dilungato un po', ma non potevo mica scrivere "annuncio: lunedì rafting. morirò. ci rivedremo all'inferno!" ci vuole un po' di stile, no? e poi ho ancora un'altra cosa da dire.

    annuncio 2 - se, in qualche modo, dovessi tornare da questa esperienza, presto cambierò blog. una sorta di resurrezione virtuale, insomma. sto sistemando le ultime cose. un po' come un trasloco, sto portando com me un po' di cose che avevo qui. non voglio sembrare  un sentimentale ma ci ho pensato su, le ho scritte, le avete lette, le avete commentate. alla fine mi ci sono un po' affezionato e mi sarebbe dispiaciuto lasciarle qui. vabbè, calma. un passo alla volta. non bruciamo le tappe, anche perchè non non sarebbe giusto dare fuoco ad una ragazza solo perchè è bassa. innanzitutto devo tornare sano e salvo, poi potrò sistemare gli ultimi dettagli. dopodichè state certi che voi 4 gatti, sarete i primi (e anche gli unici, credo) a sapere il mio nuovo indirizzo. a presto gente.