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    February 28

    approcci


    [questa non è farina del mio sacco, ma è troppo gustosa per non scriverla]

    lui: "ciao, scusa, se ti dicessi: sono squattrinato, non ho l'automobile, parlo male e sono maleducato, sono fallocrate, schizofrenico, nevrastenico, asmatico. mi spilucco le caccole del naso. ho la forfora, le piattole, i vermi, lo scolo, una moglie, otto figli, le mutande sporche, il collo lercio, i polsini luridi, le scarpe bucate, fedina penale sporca, vari tic, crisi, mi rotolo per terra, bevo, sbavo, sputacchio, sniffo la colla, l'etere, i tubi di scappamento, russo, mi scrocchio le dita, mi rosicchio i colletti delle camicie, sono lunatico, mi pulisco le gengive con l'indice, ho il cazzo piccolo, non mi piace sartre, detesto la musica, mi fa schifo ballare, sono cannibale, faccio errori di ortografia, ho le mani umidicce, il naso gocciolante, vorrei che venisse la guerra per fare il traditore, sono sfaticato, ladro, scatologico. ho la pancia molliccia, il fiato fetido, pensieri torbidi, sguardo sornione, gesti brutali, stacco le ali alle mosche, taglio la coda ai gatti, racconto agli amici i dettagli dei miei rapporti sessuali... ti andrebbe di uscire con me?
    lei: "ma che schifo, che orrore! vattene!"
    lui: "ecco, lo sapevo che non dovevo dire che ho il cazzo piccolo.."

    February 21

    ben stiller vs will smith 1-0


    so perfettamente che solo il titolo sta facendo accapponare la pelle a qualcuno. quindi vi avverto che quello che sto per dire potrebbe farvi invocare la lapidazione per il sottoscritto o per lo meno farvi incazzare e/o gridare allo scandalo. ma chi se ne frega!
    forse è solo un caso che gli ultimi due film che ho visto al cinema siano stati "la ricerca della felicità" e "una notte al museo". cosa c'entra il primo, candidato all'oscar, regia di muccino che ormai è diventato un semi-dio, will smith che ha imparato a recitare per l'occasione (effettivamente nel film non è così male), ispirato da una storia vera, una storia toccante... con il secondo, di un regista pressocchè sconosciuto che certamente non morirà povero, ma non credo che vincerà premi, un film con uno scheletro di tirannosauro che gironzola per il museo scodinzolando come un cane? cos'hanno in comune questi due film? niente? sbagliato.
    hanno in comune il messaggio (scommetto che qualcuno ha già alzato il sopracciglio dello scetticismo e che qualcun altro ha smesso di leggere due righe fa, ha spento il pc ed è andato a drogarsi): in entrambi i film il messaggio è il classico "se ti impegni, se sei disposto a fare dei sacrifici, se dai sempre il massimo, puoi ottenere qualunque risultato".. così come in entrambi i film il protagonista cerca di riconquistare la fiducia e la stima del figlio. quindi in fondo c'è qualcosa di simile. e allora in cosa differiscono? ve lo dico io, eccezionali che non siete altro.
    dopo aver visto "la ricerca della felicità" sono uscito dal cinema strisciando. afflitto. frustrato. nauseato. esasperato dalla spropositata serie di sfighe che will smith deve sopportare prima di arrivare al prevedibile successo finale. insomma il messaggio positivo che il film avrebbe dovuto trasmettermi mi ha sfiorato a 200 km orari ed ha lasciato il posto ad un notevole senso di pessimismo/fastidio. "una notte al museo" invece parte come una cazzata di film, ma alla fine il messaggio, in qualche modo, arriva e in più mi sono fatto anche 4 belle risate che non guastano mai.
    insomma quello che sto cercando di dire è che il modo in cui vengono dette le cose conta molto, diciamo il 50%. e quanto ho appena scritto ne è la prova.. infatti il mio messagio è piuttosto banale, ma se siete arrivati a leggere fino a questo punto, vuol dire che ho trovato un modo accattivante di spacciarvelo. insomma vi ho fregato. però adesso, già che ci siete, arrivate fino alla fine, tanto manca poco e poi sto per entrare in modalità [pignolo-all'ennesima-potenza©]
    ...che poi se vogliamo analizzare per bene, si, è vero che il film con ben stiller è una cazzata, ma quando tu vai al cinema ne sei consapevole.. cioè lo sai bene che andrai a vedere le statue di roosevelt e di colombo che chiacchierano col custode.. lo sai che ci sarà la possibilità di vedere cose tipo le miniature dei cow boys (owen wilson è un grande!) e degli antichi romani che si scatenano in una rissa.. lo sai! invece quando vai a vedere il film con will smith, tu sei convinto che sarà un film attendibile, verosimile, "serio". poi succede che il protagonista si fa fregare per ben tre volte (o due non ricordo, ma tanto è uguale) il macchinario che sta cercando di vendere, e per ben tre volte, per puro caso, incontra i tre ladri e riesce a recuperare l'oggetto. tutto questo a san francisco, una città di circa 700.000 abitanti! non è proprio il massimo della credibilità eh? vabbè.. lasciamo stare.. esco dalla modalità pignolo-all'ennesima-potenza.
    voi direte: "questa è solo la tua opinione.. la tua opinione e basta(*)" e io vi dò anche ragione, però personalmente preferisco uscire dal cinema con un sorriso piuttosto che con un macigno sul groppone.



    (*) il primo che indovina da quale film è tratta la frase tra virgolette, si aggiudica il favoloso premio di questa settimana. fino ad esaurimento scorte.

    February 14

    non parlerò di san valentino

     
    insomma.. mi ci vedete a parlare di questa festa? mi ci vedete a fare dediche a destra e a manca? a chiedervi cosa regalerete: rose o cioccolatini in scatole rosse a forma di cuore.. o anelli, collanine, braccialetti.. o improbabile intimo commestibile al sapore di fragola.. o dove andrete a cena.. no, non mi ci vedo.. neanche a dire le solite banalità tipo che san valentino in realtà è la festa dei ristoratori e delle gioiellerie e dei venditori-di-roba-inutile-ma-tanto-carina..
    quest'anno non starò nemmeno lì a chiedermi come mai ogni volta che se ne sente parlare in tv o in giro, il 100% di quelli che ne parlano dicono che è una festa commerciale, che i piccioncini dovrebbero festeggiare tutto l'anno e che feste del genere non servono a niente e tutte queste cazzate qui, ma poi i ristoranti sono tutti pieni di tavoli per due, con candele e rose, occupati da coppie silenziose in cui ognuno guarda in una direzione diversa.
    (in realtà io ne sto parlando, ma questo dovrebbe passare inosservato ai più).
    come dice steve dunne in un film*, a volte vorrei qualcosa di semplice.. come questa
     


    "bacio all'hotel de ville" - robert doinseau

    *il primo che indovina di che film sto parlando si aggiudicherà un fantastico premio che deciderò prossimamente in base al vincitore. aut.min.rich.
    February 07

    di fight club e di massimi sistemi

    [se ti svegliassi ad un'ora diversa, in un posto diverso, saresti una persona diversa?]

    l’uno scrive: voglio dire che comunque per me chi si spaccia per tifoso fino a questo punto è un animale e basta. non mi interessa propinare i miei interessi per migliori dei suoi o di chiunque altro.. anzi
    l’altro scrive:
    io vi ho lasciato fare poi ho sbroccato e ho esagerato
    l’uno scrive:
    beh.. ma io il tuo discorso lo condivido, non dico al 100% ma quasi
    l’altro scrive:
    lo so ..esagero un po’ però a volte mi sembra tutto così evidente
    l’uno scrive:
    vabbè ma ieri ho discusso con XXXXXX che diceva che è sempre stato così. ma che cazzo.. 40 anni fa 60 anni fa non era affatto così..
    l’altro scrive: vero vero.. però è anche vero che c'è un malessere sociale
    l'uno scrive:
    il malessere sociale c'è ovunque e quasi a tutti i livelli.. però c'è chi si sfoga facendo i graffiti o scrivendo canzoni e chi si sfoga facendo il mafioso di quarta categoria e pestanto la gente
    l’altro scrive:
    dai, il calcio è bello
    l’uno scrive:
    il calcio è morto.. lo spirito del calcio, il gioco, lo sport.. non esiste più.. rendiamocene conto: ormai è tutto troppo in mano alla pubblicità, alla televisione, ai diritti, ai miliardi che si spendono.. è tutto svuotato.. prima non era così
    l’altro scrive:
    non è vero, il calcio è bello.. è la nostra società che è morta
    l’uno scrive: la gente sta a pezzi
    l’altro scrive: non è il calcio.. siamo noi… poi cos'è un morto se non una esagerazione? un insieme più grande di eventi aumentano le possibilità…quanti bombe esplodono in uno stadio
    l’uno scrive:
    il discorso che fai tu quadra.. non dico di no, ma a me sembra comunque stupido e assurdo spingere una passione al punto di odiare l'altro e ucciderlo
    l’altro scrive:
    stupido ma umano
    l’uno scrive:
    si ma questo non giustifica
    l’altro scrive:
    non giustifica ma colpevolizza la società
    l’uno scrive:
    sai che penso? colpevolizzare la società non serve a molto.. perchè te la prendi con una cosa generica.. astratta.. colpevolizzi tutti e nessuno tutto e niente
    l’altro scrive: no, io me la prendo con quello che stiamo costruendo.. secondo me non puoi sopprimere.. non serve la galera se non nel breve periodo
    l’uno scrive: e che fai? secondo te c’è bisogno di un altro diluvio universale o che cosa
    l’altro scrive:
    serve informazione, passione, voglia di fare… tutte cose che la metà dei giovani che vanno allo stadio non hanno
    l’uno scrive: è vero quello che dici, ma l'aspetto negativo è che quelli dotati di buon senso, quelli che danno il buon esempio ce ne sono.. ma vengono ignorati
    l’altro scrive: io e te la pensiamo così ma chiediti perchè c'è gente che la pensa diversamente e soprattutto…boh, lascia stare
    l’uno scrive:
    no dimmi
    l’altro scrive:
    tu vuoi ammettere allora che c'è il gene del male, altrimenti il tuo discorso non fila. io non voglio accettare delle ritorsioni io voglio capire il problema voglio risolverlo alla base.. uno non è razzista perchè ci nasce. lo diventa perchè cresce in una determinata maniera
    l’uno scrive:
    e qual è la base? da dove cominci?
    l’altro scrive:
    uccidendo fede. inizio dalla famiglia, dalla televisione
    l’uno scrive:
    eddai.. adesso vuoi colpevolizzare fede o berlusconi.. lo sai anche tu che purtroppo non c’è un capro espiatorio
    l’altro scrive:
    anche
    l’uno scrive: ma non è solo lui.. è tutta l'informazione che è andata a puttane perchè se uno si deve veramente affidare a beppe grillo che è costretto a scrivere sul blog allora siamo messi male
    l’altro scrive:
    ovvio… non abbiamo valori e se il lavoro non ci piace la domenica stiamo incazzati e tiriamo le bombe
    l’uno scrive:
    apppunto.. allora ripeto la domanda: da dove inizi?
    l’altro scrive:
    allora: chiudiamo il calcio, togliamo la tv, la radio, tutto! la gente si incazzerà e a quel punto protesterà per sapere se domani piove o se è scoppiata la guerra
    l’uno scrive:
    il progetto mayhem.. come in fight club

    [prima regola del fight club: non parlate mai del fight club. seconda regola del fight club: non dovete parlare mai del fight club]

    l’altro scrive: esatto
    l’uno scrive: quindi il diluvio universale che ti dicevo prima cioè si torna a zero e si ricomincia
    l’altro scrive:
    cose essenziali… esatto: tornare indietro e vedere le cose importanti.. “z0alfa”, z = fine, 0 = nulla, alfa = inizio. la palingenesi!
    l’uno scrive:
    guarda io sono d'accordo.. quando ho visto fight club io tifavo veramente per tyler durden.. cazzo se mi piaceva quell'idea… ma sei d'accordo con me che è un po' utopistica?
    l’altro scrive:
    si
    l’uno scrive:
    cioè a chi affidi una responsabilità del genere?
    l’altro scrive:
    lo sai però cosa abbiamo dalla nostra? una cosa che ha smosso il mondo. e noi smidollati schiavi della tv non la sappiamo usare e diciamo “si vabbè” e non facciamo un cazzo. quella cosa è la protesta noi non abbiamo la cultura della protesta
    l’uno scrive: non è che non la sappiamo usare. la gente protesta, e pure tanto... è il contesto in cui è inserita che è sbagliato. perché, tornando al discorso di matrix, tu protesti ma in realtà hai l'illusione di protestare perchè lo fai secondo le regole che ti sono state imposte.. puoi protestare dalle ore 10 alle ore 12, in un corteo ordinato ecc ecc. seconda cosa: la protesta nel giusto contesto non avrebbe senso, non ce ne sarebbe bisogno
    l’altro scrive: allora, se lo fai secondo le regole, non protesti!. noi non abbiamo un lavoro.. paghiamo le tasse, ci danno l'informazione palesemente di parte, i politici non lavorano per noi…
    iamm mooooo (nota:non sai cos'è? cliccaci sopra)!! quella è protesta altro che regole

    [tu non sei il tuo lavoro... non sei la quantità di soldi che hai in banca... non sei la macchina che guidi, nè il contenuto del tuo portafogli... non sei i tuoi vestiti di marca... sei la canticchiante e danzante merda del mondo]

    l’uno scrive: ok protestiamo.. lo sai cosa succede? che in questo contesto di stato democratico e di diritto passi per sovversivo
    l’altro scrive: ti prendono per sovversivo e nessuno ti segue
    l’uno scrive:
    ..bravissimo hai capito al volo
    l’altro scrive: ma prima o poi verrà il giorno… la sai la differenza tra sovversivo e rivoluzionario? il sovversivo sta all'interno, entra e cambia. è un virus! il rivoluzionario sta fuori e grida! tanti sovversivi e vinciamo
    l’uno scrive:
    è affascinante come idea.. proprio come il progetto mayhem, iniziamo dalle saponette fatte col grasso umano rubato nelle cliniche per liposuzione e arriviamo a far crollare i palazzi e mettere le pelli di cervo a seccare sull'autostrada abbandonata.. e non sto facendo il sarcastico, dico sul serio
    l’altro scrive:
    no basta fare quello che dobbiamo fare cioè chiedere quello che ci spetta: possibilità di comprare una casa, di andare in vacanza, di scegliere cosa guardare in tv, di scegliere che energia usare, di avere diritti
    l’uno scrive: siamo d'accordo, ma adesso 
    chi te le da ste cose?
    l’altro scrive:
    ce le dobbiamo prendere perchè questa è la generazione della paura del futuro, triste
    l’uno
    scrive
    : …eh…
    l’altro scrive:
    oh, ma vieni a prenderti un caffè
    l'uno
    scrive: ok, faccio una commissione e arrivo